La Nuova Sardegna

Nuoro

Professione: cacciatore di finanziamenti

di Francesco Cabras
Professione: cacciatore di finanziamenti

Lavoro, nuovi scenari per aiutare e assistere le organizzazioni non profit nello sviluppo dei progetti

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NUORO. Dall’assistenza socio-sanitaria, alla promozione culturale e sportiva, fino alla tutela ambientale. Anche in provincia di Nuoro, come in tutta la regione, le organizzazioni non profit (quali associazioni, cooperative, comitati o fondazioni) stanno assumendo un ruolo sempre più fondamentale nella vita delle comunità. Spesso e volentieri supplendo alle carenze dovute all’arretramento dello Stato in molti ambiti sociali. Ma essere animati dalle più nobili intenzioni non basta se non si hanno anche delle entrate finanziarie per sostenere la struttura organizzativa. Ne sono la prova i tanti sodalizi che ogni anno chiudono i battenti a causa di problemi economici.

«Serve un cambio di mentalità», afferma Luciano Sanna nuorese 35enne presidente e fondatore insieme alle colleghe Manuela Casu di Cagliari e Sheila Manca di Sassari, dell’associazione Propago (www.associazionepropago.it) che si occupa di fundrasing, ossia aiutare le organizzazioni non profit operanti in Sardegna a trovare i fondi necessari per il sostentamento finanziario. Tutti e tre hanno usufruito del programma regionale Master&Back (frequentando il corso alla Bocconi di Milano in “Management delle imprese sociali, non profit e cooperative”), ma come accaduto a tanti giovani sardi la fase del master è andata bene, meno bene, invece, il rientro in Sardegna dove avrebbero dovuto mettere a frutto i loro studi. Per non buttarli al vento, terminata una breve esperienza lavorativa nella penisola, hanno così deciso di fondare l’associazione, che si avvale anche di una rete di collaboratori a Milano.

«Le imprese sociali – spiega Sanna – non possono più fare affidamento sui risicati finanziamenti pubblici, oggi è essenziale trovare altre fonti di entrata, come sponsor privati, fondazioni bancarie, o altre iniziative per la raccolta fondi». Ma per fare tutto questo, secondo Luciano Sanna, «devono compiere quel salto culturale che le imprese sociali operanti in diverse parti d’Italia hanno già compiuto, quello cioè della costruzione di un sistema organizzato e strategico di raccolta fondi, che consenta loro di crescere e portare avanti con efficacia la loro missione, qualunque sia il loro ambito di intervento». L’assistenza offerta dall’associazione (la quota associativa annuale è di trenta euro all’anno) riguarda diversi aspetti: da quelli inerenti gli adempimenti fiscali, contabili e amministrativi, passando per le questioni burocratiche, strategiche e operative circa le attività di raccolta fondi. Per i soci inoltre ci sarà la possibilità di frequentare corsi di formazione su principi, tecniche, strategie e prassi di raccolta fondi, «oltre che ricevere un servizio di newsletter e supporto continuo».

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