Espropri, il giudice dà ragione ai condòmini
Sedici famiglie fanno causa al Comune: proprietarie delle case ma non dell’area assegnata nel 1980
NUORO. Il tribunale ha accolto le ragioni di 16 famiglie che nel 2011 avevano chiamato in giudizio l’amministrazione comunale per ottenere l’usucapione dei terreni sui quali, da oltre trent’anni, avevano edificato le proprie abitazioni in un’area assegnata dallo stesso Comune di Nuoro. Comune che però non aveva perfezionato le pratiche di esproprio dai vecchi proprietari dei terreni, limitandosi all’occupazione temporanea dell’area e alla cessione alla cooperativa di condòmini, dando così vita a una situazione paradossale in base alla quale gli abitanti del condominio Selenia, nella zona di Ortu e Tissi, tra via Mughina e via Catte, risultavano proprietari delle proprie abitazioni costruite nel 1980 ma non dei terreni su cui sorgevano. Un assurdo burocratico che per decenni è pesato come una spada di Damocle sugli sfortunati proprietari, i quali non hanno potuto disporre pienamente dei propri beni (non potevano venderli, per esempio). Di più, il Comune, alla fine degli anni 90, quando esplose il caso degli espropri che sta ancora facendo traballare le casse comunali, pretendeva dalla cooperativa ormai disciolta il pagamento di una somma complessiva di circa 350mila euro per far fronte al pagamento imposto appunto dalle sentenze sugli “espropri facili” dei primi anni Settanta e Ottanta, che ordinavano il rimborso a prezzi di mercato degli ex proprietari dei terreni.
Ex proprietari che risultavano ancora proprietari delle aree, nel caso della coop Selenia, ma anche di altre associazioni di cittadini che avevano ottenuto dal Comune i terreni e le autorizzazioni a costruirvi le proprie abitazioni. Il motivo? Sentenze sul “caro espropri” a parte, sembra che le pratiche non fossero state perfezionate adeguatamente da parte del Comune, perché l’ufficio tecnico si era limitato alla procedura di occupazione temporanea delle aree senza portare a compimento la pratica degli espropri e il relativo passaggio della proprietà ai condomini che qui avevano impegnato le proprie risorse e contratto mutui per acquistare un terreno, sia pure a un prezzo politico qual era giustamente quello legato all’edilizia economica e popolare, e costruirvi la loro prima abitazione.
Il giudice Tiziana Longu nei giorni scorsi ha riconosciuto valida la richiesta di usucapione delle sedici famiglie, assistite dall’avvocato Anna Rita Pau. Il Comune era difeso dall’avvocato Angelo Mocci. (p.me.)
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