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Nuoro, Comune coi conti in rosso. Il sindaco: "Siamo al collasso"

Nuoro, Comune coi conti in rosso. Il sindaco: "Siamo al collasso"

Il primo cittadino costretto a chiedere sostegno finanziario alla Regione. Negli ultimi 15 anni accumulati debiti per 50 milioni di euro

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NUORO. «Il Comune di Nuoro è allo stremo. Se la Regione non ci aiuta finanziariamente saremo costretti a tagliare i servizi essenziali, a partire dagli asili nido». Il sindaco Andrea Soddu è arrabbiato. Le casse del Comune sono in rosso. E i debiti si stanno accumulando, di giorno in giorno. Soprattutto a causa di sentenze dei tribunali che impongono all’amministrazione di pagare conti salati per gli espropri fatti negli ultimi 30 anni. L’ultima condanna riguarda una gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti indetta nel 1985, trentadue anni fa. Il conto, compresi gli interessi e le spese legali, è di un milione di euro.

«Negli ultimi 15 anni – ricorda il sindaco – il comune di Nuoro ha accumulato debiti per oltre 50 milioni di euro, dei quali circa 30 milioni a seguito di espropri connesse ad opere realizzate su delega regionale». Una cifra monstre che lega le mani del sindaco e che ha costretto l’amministrazione a chiedere un mutuo alla Cassa depositi e prestiti per ripianare il debito. «Abbiamo una rata di 5 milioni di euro l’anno per i prossimi 30 anni, fino al 2037. In queste condizioni non si può governare, ho le mani legate». Per questo il sindaco ha preso in mano carta e penna e ha chiesto alla Regione un aiuto straordinario «per adempiere alle sentenze relative ad avvenuti investimenti ed espropriazioni i cui oneri non sono sostenibili con le ordinarie disponibilità dell’ente». Una situazione finanziaria «difficile» da governare, si legge nella lettera, «in un contesto di grave crisi economica e sociale».

Non è la prima volta che Andrea Soddu chiede un aiuto finanziario alla Regione. Lo aveva già fatto a marzo dell’anno scorso. Ma non ha mai ricevuto risposta. «Io non demordo. Quei soldi ci spettano. Due leggi regionali del 2001 e del 2002 hanno istituito un fondo proprio per aiutare gli enti locali in caso di sofferenze finanziarie – spiega Soddu – . In tutto ci sono 10 milioni a disposizione e spero che l’aiuto al comune di Nuoro sia inserito nella prossima finanziaria. Non possiamo aspettare ancora. Ci servono per avere un po’ di respiro e per garantire i servizi essenziali ai cittadini». Anche perché se il Comune ha accumulato tutti questi debiti la colpa è, in parte, della Regione. I debiti fuori bilancio, infatti, derivano da opere pubbliche realizzate su delega della Regione. Opere i cui costi sono esplosi a causa delle indennità da esproprio o dei risarcimenti milionari ai quali è stato condannato, negli ultimi 15 anni, il Comune. Un esempio clamoroso è il palazzetto dello sport di Tanca ’e Sena. Di quell’opera restano solo i piloni in cemento armato conficcati nel terreno e un debito di un milione e mezzo di euro a carico delle casse del Comune, L’associazione di imprese che si era aggiudicata i lavori, infatti, era stata costretta a interrompere i lavori a causa di errori nella progettazione della struttura. Ne era nato un contenzioso che si era chiuso con la condanna del Comune per 2 milioni e 700mila euro, poi ridotti a un milione e mezzo grazie a una transazione.

«Quelle opere sono state realizzate con il concorso della Regione, per questo è giusto che se ne assuma la responsabilità e che ci dia mano a ripagare i debiti». Ma di quanti soldi ha bisogno il Comune? «Ci serve un aiuto per pagare la rata del mutuo: sono 5 milioni di euro l’anno, un onere insopportabile».

Per convincere la Regione a inserire un aiuto economico per il comune di Nuoro nella prossima finanziaria, Andrea Soddu ha scritto anche ai consigliere regionali del territorio, di destra e di sinistra, da Luigi Crisponi a Roberto Deriu, da Pietro Pittalis a Emilio Usula da Gianfranco Congiu a Daniela Forma fino ad Antonio Gaia.

«Devono aiutarci – dice ancora il sindaco – Il Comune ha debiti per oltre 50 milioni di euro. Debiti che non sono sostenibili con le ordinarie disponibilità finanziarie del l’amministrazione. Non possono essere i cittadini a pagare per gli errori di altri». (g.z.)

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