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Nuoro

Sarule punta sull’arte del tappeto e ora formerà le sue tessitrici

di Michela Columbu
Sarule punta sull’arte del tappeto e ora formerà le sue tessitrici

L’idea è venuta alla sindaca Mariangela Barca che ha chiesto e ottenuto il via libera dalla Regione Via a un corso professionale, iscrizioni aperte. «Strumento per rilanciare l’economia del territorio»

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SARULE. «Riteniamo fondamentale che la valorizzazione dell’arte della tessitura passi attraverso la formazione». A parlare è Mariangela Barca, sindaco del Comune di Sarule, che ha chiesto e ottenuto dalla Regione Sardegna l’istituzione di un corso di formazione professionale di tessitura. L’obiettivo, nelle intenzioni degli amministratori, è che i tappeti diventino uno strumento di impresa e contemporaneamente si confermino simbolo culturale della comunità. «A Sarule abbiamo molte artigiane – spiega il primo cittadino – ma non più giovanissime e tutte hobbiste. Abbiamo chiesto di poter attivare questi corsi con la speranza che giovani e meno giovani possano acquisire quest’arte». Nel paese, infatti, fino a qualche anno fa esisteva una cooperativa che lavorava con il supporto di Isola, il noto marchio che promuove l’artigianato sardo. Da quando questa collaborazione è finita, anche la cooperativa si è disgregata lasciando quest’arte e le sue potenzialità all’iniziativa delle hobbiste locali. «Gli ampi locali dell’ex Isola che ospitano i telai – continua Mariangela Barca – ora sono stati dati in comodato d’uso gratuito al Comune. Per ora ci sono tre tessitrici che hanno fondato un’associazione, ma siamo consapevoli che questo non basta, perché c'è bisogno delle nuove leve che opportunamente formate diano avvio alle attività d'impresa. Il corso infatti è importante – continua – per motivare i giovani e perché quest’arte non venga dimenticata. Inoltre se noi riusciamo ad avere almeno 15 iscritti locali abbiamo buone possibilità che il corso si attivi a Sarule». È quindi importante per il paese barbaricino che ci sia un ampio interesse per la partecipazione a questi corsi. «Per questo abbiamo convocato per lunedì 6 febbraio, alle 18, nei locali di Casa Contu, una riunione aperta a tutta la popolazione per illustrare l’importanza di questo corso e le modalità di iscrizione» annuncia la sindaca. «Ma l’importanza e le potenzialità del tappeto sarulese, in sardo noto con il nome di “burra” non sono solo in chiave economica, ma anche in chiave culturale – spiega la Barca –. A settembre una giovane appassionata dell’arte della tessitura in Sardegna, Giuditta Sireus, ha ideato e messo in scena uno spettacolo teatrale con al centro le tessistrici di Sarule e la storia del tappeto». Storia che esiste da secoli e rappresenta per il centro barbaricino non solo una tradizione da valorizzare, o un simbolo da promuovere, ma sopratutto la chiusura di uno dei cicli collegati al variegato mondo agropastorale sardo, che nobilitava la lana grezza con la realizzazione di opere d'arte che andavano ad abbellire le case più ricche.

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