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Donna travolta dal solaio «Sono ancora sotto choc»

Donna travolta dal solaio «Sono ancora sotto choc»

SINISCOLA. Sarà sentita nei prossimi giorni dai carabinieri di Siniscola la donna che domenica scorsa è stata travolta dal solaio, crollato mentre dormiva nel suo letto, in una palazzina di via Duca...

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SINISCOLA. Sarà sentita nei prossimi giorni dai carabinieri di Siniscola la donna che domenica scorsa è stata travolta dal solaio, crollato mentre dormiva nel suo letto, in una palazzina di via Duca degli Abruzzi. La signora, 62 anni, sta bene ma è ancora sotto choc. «È stato un incubo. In un attimo mi è caduta addosso una pioggia di detriti, calcinacci e piastrelle». Per fortuna i mattoni più grossi l’hanno solo sfiorata, cadendo sul pavimento. «Ancora non riesco a dormire – racconta la donna – Il solaio è caduto di botto. Mio marito si era appena alzato per preparare la colazione. Ho pensato a un terremoto, poi ho alzato gli occhi e ho visto che il soffitto non c’era più». La signora, 62 anni, ha riportato contusioni in tutto il corpo e un trauma cranico. «È andata bene. Quando mi sono guardata allo specchio avevo il viso che grondava sangue. È un miracolo se ora posso raccontare questa storia».

Ma com’è possibile che un solaio crolli così di colpo? «Al piano di sopra stavano facendo dei lavori di ristrutturazione per trasformare l’appartamento in un B&B. Era da mesi che utilizzavano un martello pneumatico per rimuovere la vecchia pavimentazione. I rumori erano insopportabili. Più volte abbiamo chiesto ai geometri e agli operai se quei lavori non rappresentassero un rischio per il nostro appartamento. Ma loro se ne sono fregati e hanno continuato a lavorare. Non hanno tenuto in alcuna considerazione il fatto che l’appartamento sotto era abitato». Non solo. «Dall’appartamento di sopra entrava anche l’acqua, sui muri del nostro appartamento ci sono molte tracce di umidità». La palazzina è ancora chiusa. I vigili del fuoco devono verificare le condizioni di agibilità. Ma la signora è decisa a portare in giudizio i responsabili: il geometra, il progettista e gli operai che stavano lavorando al piano superiore.

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