Falsificava le ricette per “drogarsi” con un analgesico
Con i timbri rubati in ospedale ha raggirato alcune farmacie «Sapevo che mi avreste trovato», ha detto agli agenti
NUORO. «Prima o poi me l’aspettavo che mi avreste trovato». Una sessantina d’anni, moglie e due figli, una casa al mare vicino a Olbia, una vita come tante ma segnata da alcuni problemi di salute. Quando, lunedì scorso, apre la porta della sua villetta a Loiri Porto San Paolo, il pensionato nuorese in questione capisce in un istante per quale motivo gli agenti delle Volanti della questura di Nuoro abbiano deciso di bussare al suo portone. «Le scatole del Talwin sono tutte là», dice, con la rassegnazione dipinta nel volto, ai poliziotti.
«Lo so – aggiunge poco dopo – non dovevo falsificare le ricette ma avevo bisogno di quel farmaco. Ormai ne sono dipendente, non riesco a farne a meno». Comincia con un uomo ricoverato in ospedale, l’ultima indagine portata a termine con successo dagli agenti delle Volanti guidati dal dirigente Samuele Cabizzosu, prosegue con alcuni timbri rubati ad altrettanti medici nuoresi, e finisce con un sessantenne nuorese denunciato per ricettazione e falso materiale in certificazione medica.
L’antefatto risale all’anno scorso, quando all’ospedale San Francesco viene ricoverato un sessantenne nuorese con diversi problemi di salute. Lamenta una sorta di dolore cronico e ai medici che lo esaminano chiede con insistenza che gli venga somministrato un particolare farmaco: si tratta del Talwin, un farmaco che appartiene alla classe degli analgesici oppioidi. I medici lo prescrivono solo in casi estremi e davvero particolari perché il suo principio attivo, la pentazocina, è piuttosto forte ed è considerato uno stupefacente. Il pensionato nuorese chiede, dunque, quel farmaco, ma chi lo ha in cura glielo nega: a suo avviso, evidentemente, è troppo forte e comunque non adatto al caso clinico che ha davanti.
Che fa, allora, il nuorese per aggirare l’ostacolo? Ruba il timbro personale di un medico dell’ospedale San Francesco e con quello, una volta dimesso, comincia a timbrare ricette mediche che ovviamente non avrebbe alcun titolo per sfornare. Poi si presenta in alcune farmacie di Nuoro e Olbia e con quelle ricette fasulle ma apparentemente vere, ritira decine e decine di scatole di Talwin.
La situazione sarebbe andata avanti ancora per molto se non fosse che all’ennesima ricetta un farmacista nuorese si insospettisce parecchio e chiama il medico che almeno sulla carta quella ricetta l’aveva firmata. «Io non ho mai prescritto quel farmaco», si sente rispondere.
E così partono le prime segnalazioni e denunce: l’ordine dei medici e quello dei farmacisti si rivolgono anche al questore Massimo Colucci chiedendo un intervento per stroncare la faccenda. La polizia si mette subito in azione e scopre che solo per restare al mese di gennaio appena trascorso, in una farmacia di Nuoro erano state ritirate, dietro la presentazione di ricette false, una trentina di scatole di Talwin. Altrettante ne vengono scoperte in una farmacia di Olbia: e in un attimo si risale anche all’identità di chi le ha consegnate.
Gli agenti delle Volanti della questura di Nuoro, nel corso delle perquisizioni fatte nella casa nuorese del pensionato e in quella di Loiri Porto San Paolo hanno trovato decine di scatole del farmaco, alcune già utilizzate, altre ancora perfettamente integre.
Hanno sequestrato anche una carabina che l’uomo deteneva in modo legale: l’hanno sequestrata perché così prevede una norma del testo unico sulla pubblica sicurezza, in casi dove le forze dell’ordine ravvisino situazioni di squilibrio e pericolo potenziale da parte di chi possiede armi in casa.
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