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Nuoro

Il caso studiato da una équipe dell’università

NUORO. «Localizzare le nutrie non è un’operazione semplice per diversi motivi: sono animali estremamente diffidenti e molto sospettosi e al minimo rumore si rintanano; sono attivi soprattutto la...

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NUORO. «Localizzare le nutrie non è un’operazione semplice per diversi motivi: sono animali estremamente diffidenti e molto sospettosi e al minimo rumore si rintanano; sono attivi soprattutto la notte, e dopo aver passato il giorno nella tana la sera escono in acqua per mangiare». È un passaggio di uno studio scientifico firmato da Giuseppe Moniello, Irene Lara Solinas, Paolo Tolu, Nicola De Riu e Walter Pinna, équipe del Dipartimento di biologia animale dell’università di Sassari che già nel 2004 si è occupata della “Naturalizzazione della nutria (Myocastor coypus) nella Sardegna sud-orientale”. «La nutri non è certo da considerare “pericolosa” per l’uomo» sottolineano gli specialisti. Ma è certo che «la nutria è un animale potenzialmente dannoso perché è in grado di influire in maniera diretta o indiretta su flora, fauna e regimazione delle acque nelle zone in cui è presente». «Le problematiche determinate dalla presenza della nutria sul territorio nazionale riguardano aspetti ecologici ed economici, infatti, questa specie ha un impatto sulle biocenosi e può causare danni sia alle coltivazioni sia alle infrastrutture». L’équipe dell’università di Sassari ricostruisce poi nel dettaglio l’introduzione della nutria nel Sarcidano nel tentativo di mettere su un allevamento destinato alla produzione di pellicce di castorino sudamericano. Un affare miseramente fallito che tuttavia ha lasciato questo roditore “extracomunitario” nelle campagne sarde. (l.p.)

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