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Nuoro

Asl, fratture del femore interventi entro le 48 ore

di Lamberto Cugudda
Asl, fratture del femore interventi entro le 48 ore

I risultati del Programma nazionale sui percorsi di qualità nel presidio sanitario Indicazioni strategiche per la futura integrazione con il nuovo sistema regionale

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LANUSEI. Nell’ambito del Programma nazionale sui percorsi di qualità nel presidio ospedaliero Nostra Signora della Mercede di Lanusei l’Asl 4 Ogliastra evidenzia quanto viene attuato per offrire sempre migliori cure agli utenti. E lo fa partendo dalla percentuale di over 65 operati entro due giorni per la frattura del collo del femore. «Nell’ospedale Nostra Signora della Mercede – è precisato – è del 65,37 per cento, con la media regionale che si attesta al 46, e quella nazionale al 55 per cento. La mortalità per infarto del miocardio a 30 giorni dal ricovero è del 3,84 per cento (il nosocomio ogliastrino registra il miglior dato isolano). Se si tiene conto dei ricoveri dei residenti anche in altre strutture, la percentuale arriva al 7,20 per cento, con la media nazionale al 9 e quella regionale al 9,3 per cento». I dati, riferiti al 2015, emergono dall’ultimo rapporto del Programma nazionale esiti (Pne) elaborato per il ministero della Salute dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, con l’obiettivo di fornire valutazioni comparative di efficacia, sicurezza, efficienza e qualità delle cure prodotte nell’ambito del servizio sanitario.

Per l’Asl di Lanusei altri numeri interessanti arrivano dall’analisi dei parti. Nel 2015 sono state 365 le residenti in Ogliastra ricoverate per parto, di queste 7 in strutture extraregionali. E le restanti 358 suddivise tra il presidio di Lanusei (88,8 per cento)) e altri ospedali sardi (9,3 per cento). «È un dato che aiuta, tra l’altro – viene sottolineato – a dare conto delle scelte delle donne rispetto alla struttura in cui partorire. Per quanto riguarda il ricorso a parti cesarei primari, nell’ospedale di Lanusei la proporzione del 2015 si attesta al 28,74 per cento. Nel quadro regionale isolano, dove il ricorso a questo intervento è in generale ancora elevato, la media è del 31,7 per cento, mentre la media nazionale è passata dal 29 per cento del 2010 al 25 per cento del 2015». Le indicazioni che arrivano dal Pne, secondo i vertici dell’Asl Ogliastra sono particolarmente importanti nell’attuale fase di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, che vede le ex Asl confluire nell’Ats Sardegna. «In questo senso i percorsi di miglioramento già intrapresi – viene posto in evidenza – si integrano con quelli che saranno avviati all’interno dell’Azienda unica al fine di fornire una sempre più adeguata offerta assistenziale e elevati standard di sicurezza per i cittadini». Un esempio è rappresentato dai programmi attivati per la gestione dell’ictus, la cui mortalità a 30 giorni risulta ancora elevata nella struttura di Lanusei (22,51 per cento). «Sempre in quest’ottica – è stato rimarcato – si inserisce la certificazione Uni En Iso ottenuta di recente dalle Unità operative di diabetologia, nefrologia e dialisi, centro trasfusionale, laboratorio analisi e blocco operatorio dell’ospedale».

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