Caos alle elementari Stop alle lezioni per una settimana
Alle scuole di Budoni bambini a casa per la caldaia rotta La protesta della minoranza: «La giunta trascura la scuola»
BUDONI. Alunni costretti a saltare la scuola per un’intera settimana a causa di un guasto alla caldaia. Succede a Budoni dove per sette giorni ben sei classi della scuola primaria non hanno potuto frequentare le lezioni. Questa settimana, invece, e fino a sabato, le lezioni si tengono il pomeriggio in altre aule e con orario ridotto. La segnalazione arriva dal gruppo consiliare “Prima Budoni”, che hanno raccolto l’appello di numerosi genitori degli scolari dell’istituto comprensivo di Budoni. Loredana Meloni, Antioco Floris, Franco Michele Ventroni e Maurizio Canu pur sottolineando che la caldaia è in fase di riparazione chiedono all’amministrazione in carica maggiore sensibilità per i problemi della scuola. «Il trasferimento di due classi delle elementari nell’edificio della scuola secondaria doveva essere una soluzione temporanea. Invece, dopo tre anni, gli alunni continuano ad essere isolati rispetto al resto della primaria. «Questa situazione – dicono i consiglieri di minoranza – crea disagi agli studenti e arreca pregiudizio alla formazione scolastica della secondaria dal momento che queste aule dovevano essere destinate a laboratori». Per la minoranza è necessario programmare l’ampliamento della scuola primaria, con la progettazione e realizzazione di nuove aule per rispondere ad una esigenza attuale e futura, visto l’incremento demografico. «Putroppo- dicono i consiglieri di minoranza – ci sono diversi problemi anche nell’edificio della scuola secondaria. Gli infissi sono deteriorati a tal punto da non isolare adeguatamente le aule. Ci sono molti spifferi e infiltrazioni d’acqua. Per questo chiediamo un intervento urgente dell’amministrazione affinché risolva urgentemente il problema. Infine – concludono i consiglieri – non può essere trascurata la questione degli arredi della scuola dell’infanzia. Le sedie non sono adatte per i bambini, gli armadietti devono essere ancorati al muro e bisogna acquistare altri arredi per la sala mensa». La minoranza chiede quindi alla Giunta un impegno concreto per la scuola dal momento che negli ultimi quattro anni sono stati messi a disposizione solo 15mila euro, troppo pochi rispetto alle necessità dell’istituzione scolastica.
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