La Nuova Sardegna

Nuoro

«Irresponsabili su Ottana Energia»

di Federico Sedda

Sindacati e politici attaccati dai lavoratori. Ad aprile finisce la cassa integrazione

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OTTANA. Nuovo grido d’allarme dei lavoratori di Ottana Energia in vista dell’avvicinarsi della fine del periodo di cassa integrazione che scadrà ad aprile. In una lettera aperta, i cassintegrati lanciano un durissimo atto di accusa contro tutti i soggetti, sindacati compresi, che avrebbero dovuto impegnarsi per rimettere in moto gli impianti fermi dal 31 dicembre 2015 e dare così un futuro ai lavoratori. «Invece – scrivono nella lettera aperta – a distanza di nove mesi dall’inizio della cassa integrazione, sulla nostra vertenza è calato il silenzio più assoluto da parte del datore di lavoro (Paolo Clivati), che pare si sia dileguato in Spagna, mentre la politica e i sindacati si sono rivelati incapaci di fargli rivelare le sue intenzioni imprenditoriali. In questi nove mesi siamo stati illusi per ben tre volte da voci di una ripresa che di fatto non c'è mai stata e che, a questo punto, è evidente che mai ci sarà». Le critiche dei lavoratori, ormai esasperati dalla mancanza di certezze sul loro futuro, non risparmiano nessuno. E calano come frustate sullo scenario ammutolito che ruota intorno a Ottana Energia. “In questi nove mesi – scrivono nella lettera – per noi ci sono state solo delusioni e prese in giro da parte di sindacati, politica e imprenditore. Cgil e Cisl hanno fatto a gara per denunciare il silenzio calato sulla nostra vertenza, per invitare a pensare alle bonifiche o per vantare chi ha il maggior numero di iscritti, mentre la Uil è stata silenziosamente a guardare». Poi i lavoratori alzano il tiro, puntando il dito contro la classe politica e sindacale. «Cari sindacati a cara politica – tuonano nella nota – consentiteci di dirvi che siete degli irresponsabili perché a causa della vostra condotta il nostro territorio è un deserto senza dignità». A poco più di due mesi dalla scadenza della cassa integrazione, i lavoratori barcollano nel buio più assoluto. E, per fare capire il loro stato d'animo, rievocano persino metaforici scenari da Divina Commedia. «Continuiamo a rimanere impantanati in una sorta di limbo – scrivono nella lettera – che ci lascia sospesi tra la rassegnazione e la speranza, in un purgatorio senza fine da cui scenderemo verso l'inferno. Ma se inferno deve essere, abbiate almeno la decenza di leggere a voce alta la sentenza che ci condanna. Noi, dal canto nostro, continueremo la discesa dal purgatorio all'inferno, mentre voi state silenziosamente a guardare. Ma la nostra non sarà una discesa in silenzio: abbiamo perso il lavoro, ma non ci farete perdere la dignità di dire le cose come stanno». Una lettera accorata, quella dei cassintegrati di Ottana Energia, dettata da una situazione esasperata e di sconforto che lascia sempre più i lavoratori ai margini del loro futuro.

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