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Nuoro

parla il presidente francesco pala

La replica della cooperativa: «Tutto secondo la legge»

NUORO. «Come presidente della cooperativa Olimpia ho partecipato all’audizione della commissione presieduta da Montesu – dice Francesco Pala –. Ho illustrato le nostre ragioni e prodotto una serie di...

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NUORO. «Come presidente della cooperativa Olimpia ho partecipato all’audizione della commissione presieduta da Montesu – dice Francesco Pala –. Ho illustrato le nostre ragioni e prodotto una serie di documenti che attestano la piena legittimità del nostro comportamento nella vicenda sotto esame. Documenti che secondo la commissione erano misteriosamente scomparsi in municipio e che abbiamo prodotto noi. Dispiace che nelle conclusioni e nello stesso verbale dell’audizione la nostra posizione non emerga chiaramente». Geometra in pensione, Pala guida la coop Olimpia sin dalla sua nascita, alla fine degli anni Settanta. «Il cambio di destinazione d’uso dei pilotis, che poi tali non erano perché lì era prevista un’area gioco per i bambini, fu autorizzato dal consiglio comunale in una seduta pubblica. E il piano di zona non li prevedeva». Quanto incassa la coop dall’affitto della banca? «Ora sono circa 50mila euro l’anno – continua Pala – e servono per i lavori di manutenzione straordinaria di un immobile datato e costruito con pareti prefabbricate, quindi soggetto a continui interventi».

L’Olimpia è una cooperativa indivisa, al contrario della formula più in uso all’epoca in cui si affermò questa formula per favorire l’edilizia popolare. Questo significa che i suoi soci usufruiscono a tempo indeterminato degli alloggi che loro stessi hanno costruito (in realtà, nel loro caso, per 99 anni). Come tale, la coop ha ottenuto dal Comune il diritto di superficie, e non quello di proprietà. Che del resto non avrebbe mai potuto ottenere visto che il Comune non portò mai a compimento l’esproprio delle aree: un fatto che forse ha pesato nella sentenza che ha condannato l’amministrazione a rifondere gli ex proprietari al prezzo di mercato dei terreni anziché di quello agricolo. Il Comune in seguito alla sentenza inviò alla coop una cartella esattoriale con la richiesta di un rimborso di 300milioni di lire. Ora si sta andando verso una transazione, che comporterà anche il rientro in possesso del Comune dei locali in affitto all’Unicredit. La cooperativa chiede inoltre di ottenere il diritto di proprietà degli alloggi.

Un condominio nato con le agevolazioni dell’edilizia popolare che fa utili fa comunque notizia. Anche perché la coop incassa non solo l’affitto da parte di Unicredit, ma anche quattordicimila euro complessivi l’anno per le due antenne Vodafone e Tim installate da cinque anni in cima al palazzo. «Non ci siamo arricchiti, lo assicuro. L’età media dei condòmini è elevata, oltre i settant’anni. Paghiamo le tasse e versiamo gli utili al Fondo nazionale di sviluppo. Non abbiamo dividendi insomma», chiosa Pala. (p.me.)

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