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Piano di protezione civile solo in quattro Comuni

Piano di protezione civile solo in quattro Comuni

Nel Marghine la percentuale più bassa dell'isola: Macomer è l’unica eccezione I rischi maggiori nascono dalle frane, dalle alluvioni e dagli incendi

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MACOMER. In Sardegna su 377 Comuni, 283, pari al 75% del totale, si sono dotati e hanno presentato il Piano di emergenza comunale, quello che viene chiamato “piano di protezione civile”. Nel Marghine la percentuale è molto più bassa. Su dieci comuni soltanto quattro hanno il piano per le emergenze, di cui due solo per gli incendi. I Comuni di Macomer e Borore dispongono dei piani di emergenza per fronteggiare il rischio idraulico e idrogeologico, il rischio neve e il rischio da incendio di interfaccia, cioè quegli incendi che arrivano a lambire gli abitati minacciando le case e l’incolumità delle persone. I Comuni di Birori e Lei sono dotati di piani per gli incendi. I dati, aggiornati al 31 gennaio 2017, sono quelli della Direzione generale della Protezione civile presso la presidenza della Regione e riguardano la pianificazione comunale con l’elenco dei Comuni che hanno elaborato e trasmesso al sistema informativo di protezione civile regionale i rispettivi piani. Dal report regionale emerge che il Marghine è il fanalino di coda nella pianificazione dell’emergenza. Si salvano Borore e Macomer e in piccola parte Birori e Lei per quanto riguarda gli incendi.

Il Comune di Macomer è stato uno dei primi in Sardegna a dotarsi di piani di emergenza e della struttura per la gestione delle emergenze. Ha tenuto in efficienza l’apparato di protezione civile anche con esercitazioni su emergenze simulate.

Nel Marghine l’emergenza può nascere dal rischio di frane o caduta massi sulle strade, dai ruscelli eternamente quasi in secca (che in caso di precipitazioni eccezionali potrebbero però creare problemi), dagli abitati esposti alle bizze del meteo con rischio di alluvioni, dalle nevicate e dagli incendi estivi, come è avvenuto all’inizio della scorsa estate nelle campagne tra Borore e Dualchi. Quattro su dieci comuni della zona hanno presentato il piano di rischio per gli incendi di interfaccia. Gli incendi estivi sono quelli creano che le situazioni di maggior pericolo nel territorio. La pianificazione dell’emergenza consente di gestirla sapendo cosa fare già prima che si presenti evitando di “navigare a vista”.

C’è poi il rischio di frane al quale, in base all’analisi dellla Regione sul dissesto in Sardegna eseguita nel 2008, è esposto a frane tutto il territorio del Marghine. A questo si somma il rischio idrogeologico. Il piano di assetto idrogeologico regionale dell’assessorato all’Agricoltura ha inserito Silanus e Sindia nell’elenco dei comuni della Sardegna con aree a rischio. Silanus è classificato con indice di rischio idraulico molto elevato per la presenza di due corsi d’acqua che attraversano l’abitato con una canalizzazione non adeguata, mentre Sindia è classificato con indice di rischio idraulico medio. Nell’elenco dei comuni in cui sono presenti aree a rischio frane figurano invece Bolotana con rischio elevato e Bortigali con rischio medio. Le tipologie di frana più ricorrenti rilevate nella zona sono i crolli e ribaltamenti di massi, che interessano soprattutto i costoni delle vallate. (t.g.t.)

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