Protesi per invalidi, convenzioni bloccate con le ditte esterne
I tariffari non sono stati aggiornati, protestano le aziende Appello al direttore dell’Asl Marras: «Serve un chiarimento»
NUORO. Da tre mesi gli invalidi che necessitano di presidi protesici, quali carrozzine, letti, materassi antidecubito, deambulatori e altri ausili, si vedono respinte le autorizzazioni di acquisto dalle tre ditte cittadine convenzionate del servizio nei distretti sanitari di Nuoro, Macomer, Siniscola e Sorgono. Una situazione che sta creando non pochi problemi a chi di quel genere di articoli ha urgente bisogno. Al momento sono una trentina le persone che attendono gli venga fornito il presidio ortopedico di cui hanno necessità, mentre altri, nel frattempo, si sono visti costretti a pagare la differenza di tasca propria.
Le ragioni di questo grave disservizio risiedono nella differente interpretazione che Asl e rivenditori danno alle disposizioni contenute nella delibera regionale del novembre scorso, con cui è stato approvato un nuovo tariffario unico regionale (cosiddetto nomenclatore) che, nell’ottica della spending review, ridetermina al ribasso la spesa d’acquisto dei presidi rimborsati dalle aziende sanitarie. Tutto ciò in base all’esito della gara d’appalto espletata a giugno per la fornitura, sanificazione e riutilizzo delle attrezzature, divisa in otto lotti e aggiudicata a sei ditte, tutte della penisola (nello specifico di Napoli, Torino, Pontedera, Padova, Frosinone e Messina), dal momento che nessuna di quelle presenti in Sardegna era in grado di soddisfare i requisiti richiesti nel bando.
Il problema con l’attuale gestione del servizio – come spiegano i titolari delle rivendite di articoli ortopedici, Salvatore Ruggiu, Franco Locci e Josetto Mori – nasce dal fatto che da novembre la Asl di Nuoro sta applicando i nuovi tariffari, ma la delibera regionale, di fatto, non è ancora operativa: prevede, infatti, che ogni singola azienda sanitaria stipuli preliminarmente un contratto di fornitura con le sei ditte aggiudicatarie. «Invece – affermano Ruggiu, Locci e Mori – la Asl di Nuoro non l’ha fatto e applica a noi le tariffe che hanno stabilito le società vincitrici. Prezzi al ribasso che noi non possiamo sostenere. D’altronde, trattandosi di una gara regionale così importante nessuna azienda locale poteva vantare caratteristiche tecnico-amministrative così articolate da poter partecipare. Ci rendiamo conto – continuano - e ci dispiace immensamente per i problemi che stanno incontrando le persone che si rivolgono a noi, ma non è nostra responsabilità. La decisione della Regione di individuare un unico fornitore rappresenta già per noi una sentenza di condanna a morte, ma la Asl di Nuoro ha inspiegabilmente deciso di applicarla prima del tempo». I rivenditori affermano di aver chiesto più volte un incontro con la Asl, nella persona del direttore Andrea Marras. «Vorremmo chiedere spiegazioni in merito, capire quali modalità adottare nei confronti dell’utenza che si presenta presso i nostri negozi e cercare di trovare un punto di equilibrio, ma nessuno ci ha mai ricevuto».
L’unica risposta ottenuta, datata 20 gennaio, è stata da parte della direttrice del distretto di Nuoro, Gesuina Cherchi, in cui si specificava che si stava operando “in coerenza con le indicazioni avute direttamente dal servizio Provveditorato”. Allo stesso tempo la direttrice auspicava che si facesse chiarezza quanto prima “evitando comportamenti difformi da distretto a distretto”. Nei giorni scorsi Locci, Mori e Ruggiu si sono anche rivolti direttamente all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru. «Ci ha risposto che avrebbe interessato del problema il direttore della Asl unica Fulvio Moirano, ma anche in questo caso è seguito un silenzio assoluto».
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