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Spending review, la giunta all’attacco

Spending review, la giunta all’attacco

Il Comune diffida il Governo: «Restituiteci i tagli del 2013» La protesta in tutta Italia dopo la sentenza sul decreto Monti

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NUORO. Come annunciato dal sindaco Soddu nei giorni scorsi, la giunta comunale ha approvato all'unanimità la delibera presentata dall'assessore Denti attraverso la quale l'amministrazione comunale di Nuoro chiede allo Stato la restituzione di 1,7 milioni di euro, cifra che corrisponde ai mancati trasferimenti statali del 2013 in seguito al decreto legge 96 del 6 luglio 2012 meglio noto come Spending Review. La Corte Costituzionale, con sentenza 129 del 2016, ha infatti dichiarato illegittimo tale decreto: attraverso questo provvedimento il governo allora in carica, presieduto da Mario Monti, sancì il taglio, per i successivi 30 anni, dei trasferimenti statali a beneficio di regioni, province e comuni.

La giunta Soddu presenterà istanza al ministero dell’Economia e delle Finanze e al ministero dell'Interno per ottenere la restituzione di quanto indebitamente sottratto: come detto, per il solo 2013, il Comune di Nuoro risulta creditore per oltre 1,7 milioni, mentre ammonta a 14 milioni la somma tagliata alla Provincia di Nuoro. La Regione sarda subì un taglio per 89 milioni. A livello nazionale la Spending Review tolse risorse agli enti locali per due miliardi e mezzo di euro, un duro colpo per gli enti che hanno comunque dovuto garantire determinati servizi, spesso essenziali, con meno risorse a disposizione.

L'amministrazione nuorese dunque punta alla restituzione di questa importante somma che verrebbe destinata al risanamento dei debiti dell'ente. L’istanza ha anche carattere di diffida: se il ministero non risponderà o riaccrediterà i fondi entro trenta giorni, il Comune si riserverà di agire nelle sedi competenti.

Nei mesi scorsi, dopo il ricorso dell’amministrazione comunale di Lecce, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del decreto Monti. Con la pubblicazione della sentenza, considerata retroattiva, molti comuni italiani hanno deciso quindi di rivendicare il loro diritto a ottenere le risorse tagliate (l’iniziativa è partita dall’Anpci, associazione nazionale dei piccoli comuni).

In realtà la protesta dei comuni rischia di fare un buco nell’acqua, se è vero – come anticipato da alcuni quotidiani finanziari – che il governo Gentiloni, questa volta con l’intesa ufficiale dell’Anci, starebbe preparando un nuovo decreto che conferma la ripartizione effettuata nel 2013.

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