Ottana richiede i fondi al Governo
Spending review, dopo i tagli agli enti locali anche Saba sollecita la restituzione
OTTANA. Anche il comune di Ottana, come altri comuni d’Italia e della Sardegna, tra i quali quello di Nuoro, ha deciso di chiedere al governo la restituzione dei fondi tagliati agli enti locali con un provvedimento dell'allora governo Monti passato alla storia come “decreto sulla Spending review”. Il taglio operato dal governo, che a livello nazionale ha tolto ai comuni risorse per due miliardi e mezzo di euro, è costato al comune di Ottana, in termini di mancati trasferimenti da parte dello Stato, 186mila e 359 euro, somma della quale ora l'amministrazione comunale guidata dal sindaco, Franco Saba, chiede la restituzione.
A legittimare la richiesta è stata la sentenza 129 del 2016 della Corte Costituzionale con la quale è stato dichiarato illegittimo il decreto legge 96 del 6 luglio 2012 conosciuto appunto come Spending review. Quel provvedimento sanciva il taglio dei trasferimenti statali a regioni, province e comuni in omaggio alla teoria della revisione a ribasso della spesa pubblica per uscire dalla crisi economica e finanziaria.
Una teoria lacrime e sangue che ha costretto i comuni a fare salti mortali per garantire persino i servizi minimi ai cittadini. Quel decreto è stato spazzato via dalla sentenza della Consulta, che ha così aperto la strada ai comuni per la richiesta dei rimborsi. Una strada che il comune di Ottana ha intrapreso con una delibera della giunta approvata il 26 gennaio 2017 con la quale chiede allo Stato la restituzione dei fondi decurtati: per l’esattezza, 186.359,86 euro. La giunta ha dato incarico al sindaco e alla struttura amministrativa del Comune di «presentare istanza al ministero dell'Economia e delle finanze per ottenere il diritto al rimborso da parte del comune di Ottana delle entrate erariali illegittimamente decurtate».
La giunta comunale ha anche stabilito che «in caso di accoglimento favorevole dell'istanza, le risorse finanziarie recuperate saranno destinate a spese straordinarie di investimento». Si tratta ora di vedere se l'istanza andrà in porto e se il governo deciderà di restituire davvero la somma decurtata ai comuni.
Cosa, peraltro, difficile, considerati i tempi di ristrettezze economiche e la possibilità, già anticipata dai giornali finanziari, che il governo ponga rimedio alla sentenza della Corte Costituzionale con un nuovo decreto taglia-fondi che lascerebbe le cose come stanno.
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