Sarule, via al Carnevale nel segno della tradizione
“Sa mascara a gattu” ha aperto la prima sfilata del circuito di appuntamenti Il paese è stato invaso da gruppi arrivati da diversi centri della Sardegna
SARULE. Primo step per il Carnevale di Barbagia 2017. Ieri pomeriggio ha aperto le danze Sarule che è stata letteralmente invasa di maschere tradizionali di numerosi paesi della Sardegna: erano presenti infatti “Su Bundhu” di Orani, “Sa Mascara e’ Cuaddu” di Neoneli, “Sos Traigolzos” di Sindia, “Is Attittadoras” di Bosa, “Sos Mamutzones ‘de Samugheo”, “Is Mustayonis e s’Orcu Foresu” di Sestu e l’associazione Barbagia Maschere Olzai “Maimones, Murronarzos e Intintos”. A coordinare il corteo l’associazione locale che promuove la maschera tradizionale sarulese, anch’essa presente alla sfilata con “Sa Mascara a Gattu e Maimones”. Un discreto pubblico ha assistito all’evento che si è snodato per la via Nazionale fino a raggiungere piazza Senatore Cheri, dove i balli e la musica hanno fatto il resto.
A dare man forte anche la Pro loco e l’amministrazione comunale, che proprio a fine dicembre ha aderito al grande circuito carnevalesco ideato e organizzato dal Comune di Nuoro, e in particolare dall’assessorato al Turismo guidato da Marcello Seddone. Un circuito di appuntamenti caratterizzato da un nome e un marchio definiti in un protocollo d’intesa sottoscritto da sedici amministrazioni comunali. Gli eventi sono stati presentati in una conferenza stampa venerdì mattina, a Nuoro. Appuntamento a cui ha preso parte per il Comune di Sarule l’assessore Maurizio Sirca che vede nell’idea grandissime potenzialità: «Grande merito va dato agli amministratori del capoluogo che ci hanno coinvolto con un’idea che parte dal basso e vuole sfruttare l’immenso patrimonio culturale che risalta soprattutto in questo periodo, a partire dal 17 gennaio quando tutte le comunità sarde si radunano attorno ai fuochi in onore di Sant’Antonio». Un rito pagano questo, come pagani sono i gesti, i movimenti che vengono compiuti dalle maschere. Ogni paese infatti le lega alla sua cultura agricola e pastorale. Anche Sarule infatti che ha Su Maimone: «Simbolo di buon auspicio – spiegano dall’associazione – anticamente era un fantoccio che veniva esposto nei campi per scongiurare e augurare una buona annata per i pastori». Mentre misteriose sono “Sas Mascaras a Gattu”, immagine del Carnevale sarulese: «È forse una delle maschere più famose, – continuano – citata anche dalla scrittrice Grazia Deledda, nel suo romanzo Elias Portolu».
Due gonne dell’abito tradizionale al rovescio per nascondere i ricami e garantire l'anonimato; una copertina bianca sulla testa come simbolo della nascita; un velo nero davanti al viso come emblema della morte; e una fascia rossa intorno al capo per simboleggiare il matrimonio.
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