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Carrasecare, tutto pronto per l’uscita di “Su Battiledhu”

di Bernardo Asproni

LULA. L’aria del Carnevale in paese,si respira con buon anticipo e a pieni polmoni. “Sos cumpanzos de su Battiledhu” e la Società cooperativa “DuasCor-DuosCoros” hanno definito il programma di...

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LULA. L’aria del Carnevale in paese,si respira con buon anticipo e a pieni polmoni. “Sos cumpanzos de su Battiledhu” e la Società cooperativa “DuasCor-DuosCoros” hanno definito il programma di “Pàganos”, il grande appuntamento del Carrasecare Luv(g)ulesu, che viene organizzato in collaborazione con la Pro loco Sa Rosa’e Monte, sotto il patrocinio della Regione e del Comune.

È l’evento inserito nel progetto di respiro regionale “Carnevale Barbaricino” che vede coinvolti 16 paesi di cui Nuoro è comune capofila.

Nel paese ai piedi del Montalbo l’uscita di Su Battiledhu è previsto per sabato 25 precedendo di una settimana successiva la grande sfilata dei carri allegorici e dei gruppi in maschera, organizzata dalla Pro loco.

Adesso l’attenzione è concentrata su questa maschera, tutta barbaricina, carica di significati ancestrali, che segue una sorta di “protocollo” non scritto, accreditato negli anni, che sa di rappresentazione teatrale lungo le vie del centro storico.

Si inizia alle 14 con il rito della “vestizione” di su Battiledhu, la vittima sacrificale, e de sos Battiledhos. Alle 15 i figuranti, rigorosamente vestiti di nero, seguiti da un pubblico plaudente, si incamminano lungo le vie del centro storico, in una sequela di scene spettacolari con tanto di suspense in ogni stazione.

Su Batiledhu è la figura centrale, vestito di pelli col copricapo ornato da corna, mentre sos Battiledhos (massajos-gattias)sono uomini vestiti da vedove, i padroni del gioco, che dominano la scena.

Tutti i protagonisti, col viso annerito dalla fuliggine, portano il pungolo e sas soccas (lacci di pelle bovina) per scuotere e legare la vittima sacrificale, alla quale rivolgono battute umoristiche. Il finale, che sa di morte e resurrezione, è tutto da gustare e interpretare nel contesto dei riti Dionisiaci, riti arcaici collegati alla fecondazione della terra col sangue, passione e morte e rinascita.

Si conclude con la cena comunitaria a partire dalle 18,30. E la festa continua col pensiero rivolto al sabato successivo, giorno in cui si terrà la sfilata dei carri, dei gruppi e delle maschere singole, il cui programma, nei dettagli, è ancora in fase di definizione.

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