Cattedrale, raccolta firme contro il nuovo altare
La Pro loco e Il Mulino: «Il progetto rischia di deturpare tutto il monumento» In programma una mobilitazione popolare per contestare l’opera
NUORO. «La Cattedrale di Nuoro rappresenta un pezzo di storia della città e il nuovo altare, progettato per l’adeguamento liturgico previsto dal Concilio Vaticano II, rischia di deturpare il monumento realizzato negli anni ’30 dell’Ottocento dagli architetti Antonio Cano e Giacomo Galfrè»: dopo la presentazione del progetto del nuovo altare, ambone e cattedra vescovile a Santa Maria della Neve, il dibattito nato attorno all’opera firmata dall’architetto Angelo Ziranu si arricchisce di un nuovo contributo. E anche stavolta, si tratta di un contributo dai toni decisi e contrari all’opera. A intervenire, in questa occasione, sono due associazioni nuoresi: la Pro loco, guidata dalla presidente Lorenza Vacca, e l’associazione culturale “Il Mulino”, presieduta da Antonio Farina.
Le due associazioni, nei giorni scorsi, si sono riunite e hanno discusso del progetto del nuovo altare della Cattedrale e si sono trovati concordi nel bocciarlo senza mezzi termini. Secondo Lorenza Vacca e Antonio Farina, e le due associzioni che rappresentano, sono «inspiegabili le soluzioni proposte dall’architetto progettista incaricato dalla curia: l’altare con i cubi bianchi di marmo lucente e un trono che non si richiama agli stilemi di un tempio neoclassico creano un’atmosfera surreale. Lo stile neoclassico devastato, all’insegna del nuovo a tutti i costi, che ripetiamo, ha una sua validità in una chiesa del terzo millennio ma non dell’Ottocento».
Per la Pro loco e per l’associazione “Il Mulino”, nel progetto esiste solo una nota positiva ed è costituita dal «recupero di un tempietto che era stato rimosso ai primi degli anni Duemila e che sarà ricollocato nell’altare. Ma sarà inserito in una rivisitazione del presbiterio ormai stravolto». Fatte queste considerazioni, Lorenza Vacca e Antonio Farina passano alle richieste. «La Pro Loco e l’associazione Il Mulino – dicono – chiedono che la Soprintendenza dei beni culturali e architettonici possa intervenire per bloccare e rivedere il progetto e rivolgono anche una preghiera al vescovo monsignor Mosè Marcia, di cui riconoscono la grande sensibilità e amore per la sua chiesa, per una rivalutazione delle proposte progettuali. Le due associazioni sosterranno l’iniziativa popolare per la raccolta di firme, che sarà presto avviata da un comitato spontaneo, per contestare il nuovo progetto che rischia di stravolgere l’altare Ottocentesco».
La mobilitazione popolare, dunque, è partita di gran carriera: nei prossimi giorni, stando ai programmi, partirà la raccolta di firme per chiedere al vescovo una rivalutazione del progetto. L’opera, in realtà, ha già avuto l’approvazione della Soprintendenza.
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