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La testimonianza: «Mi dicevano “Torna in Africa”»

La testimonianza: «Mi dicevano “Torna in Africa”»

«Quando sono arrivato a Nuoro, nella prima scuola in cui mi sono iscritto alcuni alunni mi dicevano “Fai schifo, torna in Africa”, mi dicevano anche che contagiavo l’ebola. Io volevo solo tornarmene...

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«Quando sono arrivato a Nuoro, nella prima scuola in cui mi sono iscritto alcuni alunni mi dicevano “Fai schifo, torna in Africa”, mi dicevano anche che contagiavo l’ebola. Io volevo solo tornarmene in Senegal, mi sentivo solo. Mia mamma cercava di aiutarmi, poi sono tornato a Nuoro e sono venuto qui al Ciusa e qui mi sono sentito subito accolto dai ragazzi e da tutti». Cappellino dorato, felpa con cappuccio, scarpe da tennis: Thiam prende il microfono ieri mattina, nell’aula magna del liceo Ciusa, per raccontare, sollecitato dal preside Franco Cucca, la sua storia personale da vittima di bullismo che con il tempo ha riconquistato il sorriso e la gioia di andare a scuola. «È stata dura all’inizio – ha spiegato ieri lo studente originario del Senegal – molti ragazzi quando sono arrivato nella prima scuola non mi salutavano nemmeno, mi hanno fatto perdere un anno perché ero solo e ho deciso di tornare in Senegal. Ma alla fine sono ritornato a Nuoro, ho cambiato scuola e sono venuto qui al liceo Ciusa. Il primo giorno di scuola i ragazzi si sono presentati subito e con loro mi trovo molto bene. Quando sono andato dal preside Franco Cucca, ricordo sempre che con il sorriso mi ha detto “Mih, arriva Balottelli”». (v.g.)

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