Tagli ai trasferimenti: Macomer chiede di riavere 700mila euro
La giunta avvia la procedura dopo la sentenza della Corte costituzionale sulla Spending review L’accoglimento dell’istanza potrebbe permettere un allentamento della stretta tributaria
MACOMER. Nel 2016 costò al Comune di Macomer un taglio ai trasferimenti da 700mila euro che mise l’ente in difficoltà tali da imporre una stretta fiscale pesante. La Corte costituzionale con la sentenza n. 129/2016 ha bocciato la Spending review del governo Monti che alleggerì le casse dei Comuni e mise quello di Macomer in braghe di tela. Per evitare conseguenze pesantissime legate all’indebitamento pregresso, l’amministrazione fu costretta a chiedere sacrifici ai cittadini. Alla luce della sentenza, la giunta comunale ha avviato la procedura di recupero dei fondi illegittimamente sottratti dallo Stato alla città nel 2013 con una delibera adottata venerdì. La restituzione di quei soldi (che però appare improbabile dato che il governo sta facendo di tutto per tener chiusa la borsa) e altre circostanze favorevoli potrebbero consentire un allentamento della stretta tributaria nell’anno in corso, a partire dalla Tari, la tassa per il servizio di nettezza urbana. Il capogruppo della maggioranza in consiglio comunale (all’epoca era assessore al bilancio) e consigliere regionale del Partito dei Sardi, Gianfranco Congiu, richiama ora l’attenzione sulle conseguenze di quella decisione del Governo e sulle incomprensioni che alimentarono le polemiche. «Una parte dei tagli effettuati dal Governo – spiega – non erano legittimi e nel caso di Macomer la quota illegittimamente trattenuta e non trasferita ammonta a circa 700mila euro. Soldi che sono venuti meno per i servizi, per il pagamento delle rate di mutui e che influenzarono enormemente la politica tributaria dell’ente in quel doloroso 2013. Avevamo quindi ragione noi quando nella esposizione dei dati di bilancio lamentavamo minori entrate e tagli statali imponenti. Aveva torto chi invece si sperticava nel dichiarare che i trasferimenti erano tali e quali e che nulla era cambiato rispetto agli anni precedenti. Oggi la Corte Costituzionale certifica la brutalità di quell’operazione e l’ingiusto sacrificio delle casse di tantissimi comuni italiani».
Congiu ha invitato la giunta comunale ad avviare le procedure di recupero dei soldi sottratti, che lo ha fatto nella riunione di venerdì. «Sottoscrivo ogni virgola di quanto scritto da Gianfranco Congiu al riguardo», ha commentato il sindaco, Antonio Succu. Se quei soldi saranno restituiti, passeranno direttamente ai cittadini sotto forma di allentamento della stretta fiscale. Il sindaco sottolinea che i conti del comune di Macomer sono oggi in ordine. La maggiore tassazione imposta dai tagli ha consentito di pagare i debiti, ma molto è stato fatto risparmiando sugli sprechi, legati soprattutto alle utenze energetiche, e riorganizzando i servizi senza tuttavia togliere nulla, ma in certi casi migliorandone la qualità. (t.g.t.)
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