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Nuoro

I giocatori di morra filmati a Bitti saranno studiati nell'università del Michigan

di Paqujto Farina
Sfida di morra a Bitti
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Sfida di morra a Bitti

Annuncio di Franco Delogu, psicologo e docente alla Lawrence Technological University: «Il 16 maggio c'è la presentazione del "Progetto morra"»

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BITTI. È stato lo stesso Franco Delogu, psicologo e docente alla Lawrence Technological University, Michigan (Stati Uniti d'America), a darne notizia sul suo diario Facebook: «Il 16 febbraio a Lawrence Tech c’è la presentazione del “Progetto morra”. Ringrazio tutti gli amici, giocatori e ricercatori che sono coinvolti in questa ricerca-studio». Poche parole, accolte comunque con plauso e soddisfazione. Tutto era cominciato nel luglio 2016, quando lo studioso di Bitti chiese aiuto all’assessorato alla Cultura del comune barbaricino per ospitare un torneo di morra con la supervisione dell'università americana e di quella di Cagliari, anch’essa coinvolta nel progetto tramite la psicologa Carla Meloni.

Non un incontro tra giocatori d'azzardo, bensì un vero e proprio esperimento scientifico con al centro un'importante ricerca interdisciplinare che analizza gli aspetti cognitivi, antropologici e storici del gioco della morra. I dati audio-video raccolti durante l'esperimento la sera del 5 agosto scorso a Bitti, vengono oggi analizzati per studiare i processi logico-matematici da cui originano le strategie di questo antichissimo e misterioso gioco, molto diffuso già in epoca latina e di cui troviamo riscontri anche nell'antico Egitto. Le diverse ore di registrazione delle gare tra i migliori giocatori sardi hanno costituito un corposo dossier, utilissimo agli esperti dei due atenei per dare avvio al progetto.

Quattro gli studenti: Vassili Casula, Andrea Atzeni, Silvana Mula e Veronica Muggianu che a Cagliari stanno decodificando le partite mentre a Lawrence si analizzano le sequenze di gioco con l'aiuto di studenti e professori di matematica e di fisica, con simulazioni al computer per codificare matematicamente il “giocatore perfetto”. Peraltro anche il linguaggio, lo slang, le parole usate durante le gare, costituiscono già di per se un affascinante universo tutto da esplorare, dove il codice comunicativo è, per i profani della materia, estremamente misterioso e al contempo affascinante. Comprensibile quindi il genuino interesse degli studiosi d'oltre oceano e la soddisfazione dei promotori locali. «Siamo sempre aperti e disponibili quando si parla di ricerca – ha dichiarato l'assessore alla Cultura Ivana Bandinu – e sono lieta che il progetto da noi promosso approdi ora in America alla fase esecutiva». «Aver patrocinato e ospitato l'esperimento, e vederlo ora dare i frutti a un così alto livello accademico, è per Bitti motivo di orgoglio» dice anche il sindaco Giuseppe Ciccolini.

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