Nell’ovile 13 chili di droga, quattro condanne a Silanus
Patteggiamento, erano stati fermati nelle campagne di Frades Mastinos La marijuana era pronta per essere venduta ma il blitz bloccò il traffico
SILANUS. La verde erba delle campagne di Frades Mastinos non c’è più. Anche quella già essiccata è da tempo fuori commercio e adesso verrà distrutta in base a quel che prevede la legge. È uno degli effetti della conclusione del processo seguito al maxi sequestro di marijuana effettuato alla fine di settembre dello scorso anno dai carabinieri. Oltre ai tredici chili di droga già pronta per lo spaccio, i militari portarono via con sè anche diecimila euro in contanti e quattro persone, ovviamente per arrestarle. E quelle quattro persone, alcune settimane fa, hanno concluso la loro brevissima vicenda giudiziaria con un patteggiamento di fronte al pubblico ministero Rossella Spano. Sono Pietro Cossu, 32 anni, Andrea Grimaudo, 37 anni, Daniele Cuccui, 36 anni, e Raimondo Sussarellu, 31 anni, che assistiti dagli avvocati Gian Pietro Arca e Pier Luigi Meloni, hanno deciso che non c’erano spazi per affrontare un processo.
Per i primi due la pena finale è stata di un anno, otto mesi e quattromila euro di multa. Per i loro amici di un anno, sei mesi, venti giorni e 3800 euro di multa. Della sospensione condizionale della pena usufruiranno Daniele Cuccui e Raimondo Sussarellu, mentre più delicata è la posizione di Pietro Cossu e Andrea Grimaudo che ne avevano già beneficiato in passato.
Sparirà invece dalla circolazione il corpo del reato ovvero i tredici chili di marijuana che furono sequestrati dopo il blitz della compagnia di Macomer e dei Cacciatori di Sardegna. L’erba era stata già lavorata ed era quindi pronta per essere venduta. Il suo valore era stato stimato in 150mila euro, anche quelli svaniti per i quattro coltivatori-commercianti che speravano di fare il colpo grosso.
Quando si videro scoperti, nel bel mezzo di una domenica mattina, avevano tentato la fuga che però era durata lo spazio di poche centinaia di metri. I carabinieri, arrivati in forze, avevano un piano bello pronto per evitare sorprese in quella zona vicina alla strada statale 129. Quando l’ovile, apparentemente quieto, aveva iniziato ad animarsi della vita non solo delle pecore, i militari erano passati all’azione. L’area era stata circondata in modo ta tagliare ogni via di fuga, poi era iniziata la perquisizione, a dire il vero, nemmeno troppo difficile perché il grosso del lavoro investigativo era stato già svolto.
L’operazione e la successiva inchiesta non sono altro che la riprova della diffusione sempre maggiore che la marijuana sta avendo in Sardegna, in particolare nelle zone dell’interno dove il microclima è favorevole alla crescita rigogliosa delle piante e quindi alle coltivazioni. Ovviamente il fai da te ha il vantaggio di saltare gli intermediari e consente guadagni molto più cospicui a chi si avventura nell’attività dello spaccio.
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