Scoppia un pozzetto della rete fognaria, 120 studenti evacuati
Fuori programma alla scuola elementare Calamida Botta e risposta tra la preside e l’amministrazione comunale
NUORO. Il fetore di fogna fa scappare 120 alunni della scuola elementare Calamida. I miasmi e l’aria irrespirabile, provenienti da un chiusino presente dentro una stanza dell’edificio, hanno costretto le insegnanti ad evacuare, ieri mattina, tutte le classi terze e quarte della scuola invase dall’odore pestilenziale.
Anche se, come ammettono le stesse maestre, sono giorni che il pozzetto in questione mette a dura prova gli stomaci di bambini e insegnanti, costretti persino a consumare il pasto della mensa in compagnia dello sgradevole odore. Spalancare le finestre è ormai la prassi nel primo piano dell’ala est dell’edificio di via Veneto. Un rito consolidato negli anni, e intensificato soprattutto quando le fognature per un motivo o per altro si intasano causando vere e proprie esplosioni di liquami, che traboccano dal tombino e invadono la piccola stanza utilizzata oggi come ripostiglio. Una situazione vecchia quanto la scuola e costellata da una sfilza infinita di lamentele e richieste di intervento, che mai hanno portato alla definitiva chiusura del tombino fognario, realizzato inspiegabilmente all’interno di una stanza della scuola. «Sono otto anni a capo di questa scuola è finita dal primo giorno ho dovuto fare i conti con questo imbarazzante problema – spiega Maria Antonietta Corrias, preside dell’istituto –. In questo lasso di tempo si sono susseguite le varie amministrazioni, così come le nostre richieste di intervento inoltrate agli uffici comunali, ma nonostante ciò ancora oggi ci ritroviamo con un pozzetto delle acque nere all’interno della scuola, che ciclicamente crea notevoli disagi al personale scolastico e ai poveri alunni». Cosa ci faccia poi un tombino della fogna dentro la scuola ancora oggi è un mistero per tutti. Persino per l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Belloi, travolto ieri mattina da un’ondata di chiamate di genitori infuriati, che ha promesso di risolvere con estrema urgenza la questione del pozzetto rimuovendolo definitivamente dalla stanza.
«Purtroppo ci portiamo sulle spalle 30 anni di mancate manutenzioni al patrimonio scolastico – spiega Antonio Belloi –. È una vicenda che conosciamo bene, aggravata anche dalle radici che ostruiscono la rete fognaria dell’edificio – aggiunge –. Ho già dato disposizioni alla squadra dei tecnici comunali affinché il pozzetto venga chiuso e le radici rimosse – assicura l’assessore comunale ai Lavori Pubblici –. Purtroppo siamo costretti a far fronte alle mille segnalazioni con il personale ridotto all’osso, ma – ribadisce – gli interventi nelle scuole hanno la priorità».
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