Nuoro, ospedale nel caos: Geriatria al collasso
I pazienti del reparto sono il doppio rispetto ai posti letto. Carenza cronica di medici e personale infermieristico
NUORO. «Non è possibile, roba da Terzo mondo!». «Ridicolo, se questa è sanità!». «Mia madre ha 88 anni, dovrebbe stare in Geriatria e invece l’hanno portata in Ginecologia». «Mio padre ha 91 anni, dovrebbe stare in Geriatria e invece l’hanno portato in Ortopedia. E chi si è visto, si è visto!». «Nulla da dire sul personale, sia medico sia infermieristico, sono tutti competenti e tutti si fanno in quattro, ma è chiaro che non ci possono sballottare così da un reparto all’altro come pacchetti postali». La protesta, insomma, monta così velocemente, ora, che il caso della Geriatria nuorese rischia di esplodere da un giorno all’altro. Davanti al San Francesco, ieri mattina, un assembramento di persone alza la voce.
Una famiglia arrivata da un paese della Barbagia è pronta a rivolgersi alla procura della Repubblica; un’altra, invece, sventola una lettera di lamentele da spedire ai vertici della Asl. E intanto si moltiplicano le segnalazioni anche alla redazione della Nuova Sardegna.
La situazione della Geriatria dell’ospedale San Francesco è al collasso. Un reparto, o meglio: mezzo reparto, con trenta posti letto per un totale di sessanta, persino sessantacinque pazienti ricoverati. Trenta, trentacinque in più, dunque, ospitati (“per grazia ricevuta”) in quattordici reparti diversi, in tre padiglioni dell’ospedale cittadino. Una realtà ormai insostenibile, per la Geriatria nuorese, a un passo dal tracollo finale. Abbandonato a se stesso da diversi anni, dimenticato da qualsiasi progetto di sviluppo sanitario, il reparto all’undicesimo piano diretto dal dottor Antonio Casula deve fare i conti con un organigramma a dir poco ridicolo: sette medici turnanti, una dozzina di infermieri. Numeri ben al di sotto delle esigenze: visti i ricoveri di pazienti acuti, in un territorio in cui la popolazione invecchia sempre di più e che non dispone neppure di una Rsa, servono almeno altri cinque, sei medici geriatri, per non parlare della carenza di personale infermieristico e degli operatori socio-sanitari.
Costretti a correre da un reparto all’altro, facendo la spola tra un piano e l’altro dell’ospedale, i medici della Geriatria sono anche esposti a un maggiore indice di rischio umano, con evidente perdita della qualità generale del servizio. E non c’è soltanto il reparto in sé da seguire: il presidio, infatti, deve assicurare non solo i ricoveri d’urgenza, programmati e in day hospital, ma anche l’attività ambulatoriale, alquanto intensa e frenetica. Dalle visite geriatriche alla Densitometria ossea (Moc) per la diagnosi e cure dell’osteoporosi e delle malattie osteodegenerative; fino al Centro Uva, Unità di valutazione Alzheimer (e delle demenze in genere). Tanto per dare un’idea della mole di lavoro: la Geriatria dell’ospedale San Francesco esegue almeno 5mila Moc l’anno; dalle 150 alle 250, invece, sono le valutazioni annue delle demenze. «È chiaro che né i medici né gli infermieri possono fare miracoli, ma da qui a voler smantellare questo reparto fondamentale ce ne passa» sottolinea una signora di Oliena che ha appena fatto visita all’anziana madre ricoverata in Oncologia anche se è in Geriatria che dovrebbe stare. «Le carenze sono evidenti» insiste il marito della signora, chiaramente infastidito. «E il bello è che noi ci lamentiamo e tutti ci dicono che questa grave situazione è già stata segnalata da tempo a chi di dovere. Ma nessuno interviene. È semplicemente una vergogna, solo a Nuoro succedono queste cose».
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