Nuovo bando per gestire il canile
Troppi randagi nella zona: il Comune sollecita l’intervento dell’Asl
MACOMER. Nuovo bando del Comune per affidare, con contratto triennale, il servizio di custodia dei cani randagi o abbandonati raccolti nel territorio di Macomer. Da anni il servizio è affidato al canile “Mondo Cane”. Giunto a scadenza e dopo alcune proroghe, si è deciso di rinnovare il contratto d’appalto individuando il gestore del servizio con una gara di evidenza pubblica.
Nella zona non ci sono altri canili per cui si prevede che quello di Macomer non avrà concorrenti. Il termine per presentare le offerte seguendo le procedure e le modalità di gara scade alle ore 13 del 21 marzo. L’importo a base d’asta legato alla retta è di 2,55 euro al giorno più Iva per ogni cane ricoverato. Per le spese veterinarie è invece previsto un rimborso forfettario annuale di tremila euro. Il mantenimento in canile dei cani catturati sul proprio territorio costa al Comune di Macomer circa 80 mila euro all’anno.
Il problema del randagismo, che è di competenza della Asl, non ha mai trovato soluzione soprattutto perché gli interventi di cattura dei cani non avvengono con cadenza periodica. Intervenendo episodicamente e solo quando si crea l’emergenza o su richiesta e sollecitazione dell’amministrazione comunale, lascia spazio al proliferare dei cani.
Branchi di cani randagi sono presenti in diversi rioni e pare siano gli stessi che di notte si allontanano dagli abitati e raggiungono le campagne dove aggrediscono le greggi rimaste incustodite. «È un problema che abbiamo cercato di affrontare sollecitando la Asl a intervenire – dice l’assessore Giovanni Lai –, il Comune non può farlo direttamente perché la legge ne limita le competenze alla custodia dei cani, randagi o abbandonati, attraverso strutture autorizzate».
L’assessore Lai richiama l’attenzione sul fatto che talvolta il comportamento di qualche cittadino favorisce la proliferazione dei randagi. «È giusto e doveroso il rispetto dei cani e di tutti gli animali – dice –, ma quando si eccede, come nel caso di chi ha costruito le cucce sotto la chiesa del monte Sant’Antonio, si va oltre perché oltre al luogo di culto non viene rispettata neppure l’incolumità dei cittadini che frequentano la zona. Qui è presente un branco di cani di grossa taglia che assume atteggiamenti aggressivi verso i visitatori. Si pone l’esigenza di catturarli e di ricoverarli in canile, ma non dimentichiamo che questo ha un costo che incide sui bilanci comunali». (t.g.t.)
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