I sindacati: «Carenze di medici e infermieri»
I rappresentanti dei lavoratori denunciano le sofferenze della rete ospedaliera
NUORO. L’obiettivo della sanità nuorese era di diventare il terzo polo di eccellenza sardo: ai primi posti per strutture e rango. Ed è questo l’argomento principale inserito nella piattaforma rivendicativa al centro della mobilitazione dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, e delle sigle autonome dei lavoratori della sanità. Non una lagnanza per essere stati penalizzati in una competizione di vertice, ma il grido di dolore di una realtà che giorno dopo giorno trova più difficoltà a dare risposte ai pazienti.
Questo era stato detto dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali nel primo incontro, a gennaio a Nuoro, a Fulvio Moirano, direttore generale dell’Ats (la nuovissima Azienda per la tutela della salute) che ha sostituito le otto Asl. E questo è stato ribadito al manager nell’incontro che si è svolto ieri a Sassari nella sede dell’Ats. Anche se nelle ultime ore sono arrivate le assicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, sulla decisione di sbloccare le assunzioni dei medici.
Nel confronto con Moirano ha spiccato una considerazione di fondo da parte di Annarita Ginesu, delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) della vecchia Asl: «L’ospedale di Nuoro è un presidio chiamato a rispondere alle emergenze e, dunque, non può mancare di quelle specialità mediche che garantiscono tale compito. Le carenze denunciate negli ultimi anni spiegano qualche cosa che non concorda».
I sintomi: personale medico e infermieristico sotto i livelli minimi delle tabelle della Regione. Al San Francesco reparti in asfissia operativa. La medicina territoriale ridotta rispetto ai numeri ritenuti idonei per soddisfare in maniera sufficiente le necessità. Il segretario di categoria della Cgil, Sandro Fronteddu, per quest’ultima sofferenza, ha indicato l’inizio: «I tagli nel servizio delle guardie mediche è stato il primo attacco alla territorializzazione della medicina. Ora si va a chiudere i laboratori decentrati e ridurre gli operatori dell'assistenza domiciliare. Forse credono che sia quello il modo di tagliare i costi del settore».Qualcuno ha pensato anche a qualcosa di peggio. Fulvia Murru, segretaria regionale della Uil-Flp: «Con il riordino della rete ospedaliera, il San Francesco sarà un presidio di base, con molti punti operativi in meno rispetto agli ospedali-hub, dotati delle migliori specialità mediche come saranno Cagliari e Sassari».
Quel livello maggiore che Nuoro era in predicato di rivestire nei giorni di partenza e maggior attivismo del Project financing, con oltre un miliardo di fondi affidati alla società Pssc (Polo sanitario Sardegna centrale) in un contratto della durata di 27 anni. Con quello strumento sono nati nuovi locali, decollati altri servizi di assistenza, alcuni reparti hanno trovato migliore sistemazione, e anche l'ausilio di specialisti e macchine di ultima generazione. Prima che l’autorità anti-corruzione esprimesse un parere negativo sulla congruità tra costi e interventi e il commissario della Asl, Mario Palermo a dicembre ne bloccasse l’attività, in autotutela.
«Per il resto, ogni giudizio sull'Ats – ha concluso Ginesu – è rinviato al momento in cui l'Ats andrà a regime. Tra l’altro, sino a oggi, il nuovo direttore si è trovato davanti a limiti operativi, per via del blocco del turn over».
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