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Rassegna nazionale degli ovini, una vetrina per la Sardegna

Rassegna nazionale degli ovini, una vetrina per la Sardegna

Partiti i preparativi per la più grande mostra del settore riservata agli allevamenti di razza sarda L’assessore Rossana Ledda: «È un importante momento di sostegno per le aziende del comparto»

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MACOMER. Apre Ozieri il 22 e 23 aprile con la fiera dei bovini da carne delle razze charolaise e limousine, prosegue Arborea il 29 e 30 aprile con la rassegna dei bovini da latte di razza bruna e frisona e conclude Macomer con la grande fiera nazionale degli ovini di razza Sarda che si terrà dal 5 al 7 maggio. Quella di Macomer è la più importante rassegna nazionale del settore, non tanto per i numeri, ma per la qualità. La partecipazione alla rassegna, infatti, è riservata agli allevamenti iscritti al libro genealogico della razza sarda e i capi esposti sono il risultato di un lavoro di selezione genetica che le aziende iscritti e l’Ara portano avanti da decenni.

In genere alla fiera nazionale degli ovini di razza sarda partecipano non più di 3000 capi. A Campo Imperatore, in Abruzzo, nel mese di agosto si svolge una fiera degli ovini che lo scorso anno ha esposto 11 mila capi. In termini di quantità batte la rassegna di Macomer, ma non è la stessa cosa. A Macomer c’è il meglio degli ovini della razza sarda, che è la più diffusa in Italia. Secondo dati riportati dalla Coldiretti, nel 2016 la consistenza del patrimonio ovino in Italia era di 7,2 milioni di capi, di cui 4,4 della razza sarda e di questi circa 3 milioni allevati in Sardegna. In Sardegna, praticamente, si alleva il 40 per cento delle pecore a livello nazionale, con la produzione del 67 per cento del latte. Sempre in Sardegna si contano 170 mila ovini di razza sarda iscritti al libro genealogico su un totale 200 mila capi a livello nazionale.

La rassegna di Macomer, che con quella di quest’anno è giunta all’XI edizione, è la più importante vetrina del settore, soprattutto per la qualità dei capi legata al lavoro di selezione che ha impegnato per decenni le aziende di allevamento sarde. I temi della fiera 2017 sarà saranno la tutela del territorio e il benessere animale, «che ci vede ai vertici nazionali ed europei – come ha spiegato Stefano Sanna, presidente dell’Aras e dell’Assonapa, le associazioni di categoria che assieme al comune di Macomer organizzano la manifestazione, – grazie al lavoro sinergico degli allevatori con i nostri tecnici dell’Aras».

Il comune di Macomer è già al lavoro sul fronte dell’organizzazione. «La macchina organizzativa è già partita – spiega l’assessore alle attività produttive e vice sindaco, Rossana Ledda –. Questa manifestazione è un importante momento di sostegno per le aziende del comparto e per quelle della filiera. Stiano lavorando soprattutto all’organizzazione delle manifestazioni collaterali per far si che l’evento sia attrattivo per tutti e vada oltre la convegnistica e il concorso, che sono più per addetti ai lavori. Noi guardiamo anche alla formazione e alla scuola perché la fiera, non dimentichiamolo, è anche un momento didattico e non solo per gli istituti tecnici agrari e per gli studenti delle facoltà di agraria. L’evento di tiene ai primi di maggio e anche questo è un punto di forza. Siamo orgogliosi di avere a Macomer una delle tre fiere zootecniche che si tengono in Sardegna». L’hanno scorso è andata più che bene con oltre ventimila visitatori in due giorni. Quest’anno si punta a fare meglio e di più. (t.g.t.)

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