Un equivoco tra gli orti e le vigne
L’espansione urbanistica lungo la vecchia strada provinciale per Macomer
NUORO. L’equivoco storico sul cosiddetto “Pino di Grazia Deledda” affonda le sue radici negli anni Novanta. Quando il quartiere nei pressi del famoso albero, subito dopo il carcere di Badu ’e Carros, lungo la vecchia provinciale per Macomer, l’attuale viale Murichessa, cominciava a prendere forma e a fare i conti con le prime opere di urbanizzazione alla periferia del capoluogo. È in quel periodo che una scolaresca cittadina collocò ai piedi del pino una targa di bronzo omaggio a Grassiedda, la scrittrice Grazia Deledda (quei fatti li racconta con dovizia di particolari Michele Pintore sul sito cronachenuoresi.it).
In realtà c’era (stato) anche un altro pino del Premio Nobel, più a sud di un centinaio di metri, là dove un tempo c’erano la vigna e l’orto della famiglia Deledda-Cambosu. Possedimenti alla periferia di Nuoro, lontani dalla città. Al di là dei pini, «cominciano le tancas melanconiche, animate solo da qualche greggia, e sembrano sconfinate», racconta la stessa Deledda, i novenanti nuoresi si recavano al santuario sul monte Gonare, percorrendo, in quel periodo, a piedi e a cavallo, proprio l’ex strada provinciale, attuale viale Murichessa che incrocia, dopo qualche chilometro, la vecchia strada carraia che conduce al santuario dello Spirito Santo, nonchè al santuario di Gonare, sul Monte omonimo. «Dal “Quadrivio” si cominciava ad uscire dalla città – scrive Bachisio Floris nel libro “Nuoro forever” – e dopo il breve rettilineo centrale c’erano già orti e vigne, Badu ’e Carros col suo ponticello di ferro sulla curva a gomito e poi il rettilineo verso il pino di Grazia Deledda, dove si sperava sempre di portare qualche ragazza a romanticare, ma non succedeva mai». Una testimonianza riportata nel recente studio curato da Graziano Costa che ora pone fine al dubbio amletico e chiarisce una volta per tutte che i pini di Grazia Deledda erano due: uno è scomparso, abbattuto nel 1967; l’altro è quello che resta a mo’ di monumento su viale Murichessa, all’ingresso del quartiere Su Pinu, dove a breve verrà aperto un chiosco che sarà la porta del futuro Parco del pino. «Parco della lettura» propone Costa, presidente dell’associazione Orthobenessere onlus. (l.p.)
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