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Nuoro

La questura in campo contro la violenza

La questura in campo contro la violenza

Un team di esperti per informare e aiutare donne e bambini. Nel 2016 registrati 151 casi di minacce

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NUORO. Il reato più diffuso resta quello delle minacce – tra Nuoro e provincia nell’anno appena trascorso, se ne registrano 151, quasi uno ogni due giorni e mezzo – seguito dai maltrattamenti in famiglia e dalle percosse, anche se in leggero calo rispetto all’anno precedente. I numeri delle violenze consumate tra le mura domestiche nel Nuorese che vedono come vittime le donne, insomma, in linea con quelli nazionali non sono purtroppo confortanti, ma la questura e le forze dell’ordine, da tempo, stanno intensificando l’impegno e le forze in campo. Ieri, nella giornata di San Valentino, gli esperti della questura hanno deciso di portare le loro competenze in mezzo alla gente per farle scoprire a chi ancora non le conosce. E così, alle 10 di ieri mattina, il camper della polizia, ha fatto la sua comparsa sul piazzale del Centro commerciale di Pratosardo, e all’interno della struttura è stata allestita una postazione per presentare le attività della questura per aiutare chi è vittima di violenze e maltrattamenti e illustrare anche i contenuti della campagna “Questo non è amore”. “Se ti ricatta, non è amore. Se minaccia te o i tuoi figli, non è amore. Se ti isola, umilia, offende, non è amore”, si legge nei volantini diffusi dal team di esperte della polizia, guidate dalla portavoce Rosa Manzo. La questura di Nuoro da tempo ha diversi funzionari e agenti specializzati nel seguire i reati che riguardano le donne, le violenze in famiglia, i minori: sono gli esperti della sezione Reati contro la persona della squadra mobile, e quelli dell’ufficio minori della divisione anticrimine. Nell’ultimo anno hanno seguito diversi casi e vicende tra Nuoro e provincia: 151 casi di minacce, 76 maltrattamenti in famiglia, 55 atti persecutori, 22 percosse, 13 violenze sessuali. Il questore di Nuoro, per prevenire questi reati, dal 2009 a oggi ha adottato in misura sempre crescente il provvedimento di ammonimento nei confronti di potenziali violenti.

Ma da tempo, anche nella questura di Nuoro, è stato adottato il cosiddetto “protocollo Eva”, dove Eva è l’acronimo che sta per “esame violenze agite”. «La procedura – spiega la portavoce della questura, Rosa Manzo – consente agli equipaggi di polizia, chiamati dalla sale operative a intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di check-list che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate». (v.g.)

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