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Lettera-appello al sindaco: «Meno tasse per le imprese»

Lettera-appello al sindaco: «Meno tasse per le imprese»

NUORO. In una lettera si congratula con il sindaco Andrea Soddu della decisione dell'amministrazione di dichiarare lo stato di calamità e di avviare l’iter per l’accertamento e la stima dei danni...

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NUORO. In una lettera si congratula con il sindaco Andrea Soddu della decisione dell'amministrazione di dichiarare lo stato di calamità e di avviare l’iter per l’accertamento e la stima dei danni occorsi a cittadini e imprese in conseguenza delle avverse condizioni meteorologiche che hanno investito la città nel mese di gennaio scorso. Ma nella stessa lettera chiede anche allo stesso primo cittadino di aiutare le imprese anche in un altro modo: riducendo le tasse e le tariffe comunali a loro carico. La Confesercenti rilancia, dunque, in questi giorni, una battaglia che porta avanti da tempo: quella per tutelare le imprese del territorio e per difenderle dal peso di tasse e tributi considerati troppo pesanti.

Nella lettera inviata al sindaco Soddu, dunque, il presidente provinciale della Confesercenti, Dario Capelli, da un lato si congratula con l’amministrazione per aver dichiarato lo stato di calamità dopo l’ondata eccezionale di maltempo dello scorso gennaio. Perché, spiega il presidente Capelli «in questo modo l'associazione ha voluto rimarcare quanto le copiose nevicate ed il mal tempo abbiano danneggiato commercianti e artigiani contribuendo a rendere sotto l'aspetto economico, il mese di gennaio 2017 come il peggiore degli ultimi anni».

Ma dall’altro lato, la stessa Confesercenti provinciale, aggiunge Dario Capelli, «ha chiesto all’amministrazione di dedicare nell'occasione le dovute attenzioni a categorie troppo spesso dimenticate, prevedendo una riduzione simbolica del 10 per cento delle imposte, tasse e tariffe comunali a loro carico. La Confesercenti considererebbe una eventuale decisione presa dall'amministrazione in tal senso, come un atto di vicinanza e condivisione delle difficoltà affrontate dalle categorie produttive della città. Un atto che potrebbe rappresentare un primo passo di un ipotetico percorso di riavvicinamento della politica verso le problematiche ed esigenze delle imprese».

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