Luigi Arru: «Sblocchiamo il turn-over»
L’assessore regionale annuncia un’apertura alle nuove assunzioni di medici e infermieri. «Saranno coperte le carenze»
NUORO. Già da questa settimana via il freno dal turn-over per medici e infermieri e a breve termine anche la soluzione per la questione legata al futuro degli ausiliari assunti dalle società di appalto legate al Project financing. La soluzione dovrebbe essere quella dell’inserimento nell’azienda regionale. Parola di Luigi Arru, 56 anni, medico-ematologo, dal 2014 assessore della Sanità nella giunta regionale.
L’allarme dei sindacati. Una settimana fa ha ricevuto l’ultimo, nuovo, scampanellio dai sindacati confederali e di categoria, riuniti a Nuoro per denunciare la condizione di disagio in cui si trovano a operare medici e infermieri nell’ospedale San Francesco, al San Camillo di Sorgono, e così coloro che ogni giorno percorrono le strade della provincia per seguire i 750 pazienti nell’assistenza domiciliare. L’ultimo richiamo è giunto a Cagliari. Anche se Arru spiega che si tratta di un’apertura alle nuove assunzioni ormai nelle cose: «Tra i primi impegni del direttore generale dell’azienda sanitaria unica, Fulvio Moirano, c’è stata la verifica dell’organizzazione del personale in maniera da verificare i punti di maggiore sofferenza. Nuoro è tra questi e si andrà a coprire i vuoti. Capisco i problemi di questo periodo, ma senza la partenza dell’Ats tutto questo non si poteva fare».
«Nessun ridimensionamento. La rassicurazione a monte risulta ancora più importante: «L’idea di una sanità nuorese in via di ridimensionamento non ha mai albergato alla Regione. E neppure il proposito di retrocedere l’ospedale di Nuoro», chiarisce Arru. «Nella rete ospedaliera approvata dalla giunta gli viene riconosciuto un livello intermedio tra le hub-ospedaliere, quelle di Cagliari e Sassari, e la struttura di base. Il perché della scelta sta nel fatto che il San Francesco è punto di riferimento di un ampio territorio dell’isola e nella valutazione delle specialità di eccellenza presenti, a iniziare dalla neurochirurgia e la chirurgia vascolare, la cui conferma è cosa certa». Anzi, proprio in questi reparti potrebbero iniziare i nuovi inserimenti di medici e infermieri, sulla base delle segnalazioni che i sindacati Cgil, Cisl e Uil, Nursind e Rsu ribadiranno sino a quando il quando il quadro non inizierà a rischiararsi.
Il caso Mandrolisai. L’assessore nuorese invia un messaggio rassicurante anche nel Mandrolisai, altro nervo scoperto del comparto in provincia: «La psichiatria avrà il suo specialista a tempo pieno e così la medicina sportiva, dove i problemi sono iniziati con il pensionamento del professionista che ha diretto l’ambulatorio negli ultimi anni». Prima di adesso non si poteva intervenire. Questo fa capire Luigi Arru all’opinione pubblica e agli addetti ai lavori. Le assunzioni bloccate erano l’effetto della scelta nel 2015 dell’intera maggioranza guidata dal governatore Pigliaru, convinta di dover tagliare sui costi, per non spostare altre risorse sulla sanità, che da sola ogni anno assorbe 3 miliardi e 200 milioni di euro, ossia la metà del bilancio della Regione.
La questione organici. Manforte alla decisione di sbloccare il turn-over e comunque intervenire sugli organici l’ha data la verifica recente tra ospedali e poliambulatori isolani. Il perché ancora nelle parole dell’esponente della giunta Pigliaru: «Tra i medici è emersa una presenza al di sopra degli standard numerici nazionali. Per quanto attiene agli infermieri, alcune zone sono carenti: è il caso proprio di Nuoro. Altre hanno qualche numero in più rispetto alle necessità. Questo lavoro di valutazione permetterà ora un riequilibrio». Contingenza a parte, le risposte nel settore della salute la Regione è convinta di darle all’interno della riforma generale, iniziata con l’Ats e da completare con gli ospedali, come chiede dal 2012 la legge dell’ex ministro Balduzzi, ancora inattuata in Sardegna. Il testo approvato dalla giunta attende l’esame del consiglio regionale della Sardegna.
La filosofia “dei nodi”. La filosofia è quella dei "nodi". In proposito il pensiero di Arru: «Il sistema assicurerà la presenza di alcuni presidi dotati di alta specialità, per curare determinate patologie. Riguardo alle emergenze e terapie per le forme croniche, vale il concetto della prossimità della struttura medica». Bando invece alla logica in cui tutti possono o vogliono fare tutto. Il guadagno, aggiunge, «è prima di tutto per lo stesso paziente, considerato che le micro-dimensioni dei presidi, senza un volume di attività e una casistica, non sono in grado di dare garanzia in termini di adeguatezza delle cure. Certo, c’è anche un discorso economico, che va sempre a incidere sulle rassicurazioni anzidette». La “rete” di Pigliaru e Arru riguarderà anche la sanità territoriale e i medici di famiglia, chiamati ad alleggerire il peso negli ospedali, dove per i dirigenti della sanità regionale «C’è un iper-utilizzo dei ricoveri». Tra gli esempi della cattiva prassi l’assessore cita la geriatria del San Francesco, sovraffollata a tal punto da creare sofferenza per gli stessi operatori.
Il project financing. Su Nuoro anche qualche parola sul Project financing. Lo strumento è stato bloccato in autotutela, con un atto dell’ex commissario Mario Palermo, dopo che sono state riscontrate delle anomalie nelle clausole contrattuali. Arru afferma che il Project potrebbe essere riesumato, dopo le dovute verifiche e ripartire, a condizioni contrattuali differenti dal passato.
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