Bitti, colpo di grazia per le campagne
Dopo Cleopatra, la nevicata e le piogge di gennaio hanno compromesso la viabilità rurale: servirà un milione di euro
BITTI. Nel centro barbaricino, forse il più colpito tre anni fa dal ciclone Cleopatra, il totale dei danni provocati dalle forti piogge e successive nevicate di dicembre e gennaio scorsi ammonta a quasi un milione di euro. Per il ripristino della viabilità rurale ne serviranno 500mila, mentre le frane e gli smottamenti hanno causato danneggiamenti per 200mila euro circa. Per il ripristino della funzionalità idraulica dei numerosi canali ne saranno necessari 130mila e per la segnaletica e le barriere di emergenza altri 40mila.
Ma non è tutto. Gli interventi di somma urgenza per sgombero e accesso aree in agro sono costati altri 80mila euro e a questi dovranno essere aggiunti i costi dello straordinario (in tutti i sensi) intervento operato presso la colonia penale di Mamone, che per diversi giorni era rimasta completamente isolata dal mondo esterno.
Enorme è stato il danno subito dalle campagne, principalmente per quanto riguarda la viabilità rurale e le recinzioni, i pascoli e il patrimonio boschivo nel suo complesso, fortemente danneggiato, le sugherete in modo particolare. Sono infatti 12 mila gli ettari dell’agro di Bitti che producono il prezioso tessuto vegetale, molto ricercato peraltro per l’alta qualità, per un totale di 3 milioni di piante. Considerato che da ogni pianta mediamente si estrae un quintale di corteccia, parliamo di 300 mila tonnellate di sughero. Un patrimonio ingente che, pur non in tempi in cui il mercato offra prezzi vicini ai massimi storici, costituisce comunque una fonte di guadagno sicuro e di tutto rispetto. La caduta dei rami delle sugherete ha provocato inoltre grosse difficoltà nei pascoli e pone un problema enorme in vista della prossima campagna antincendi.
«Occorre pertanto trovare soluzioni urgenti per evitare che il territorio di Bitti diventi una polveriera in vista dell’estate – dice preoccupato il sindaco Giuseppe Ciccolini – Il tema dei danni nel nostro patrimonio boschivo non è una problematica esclusivamente di carattere agricolo ma anche e soprattutto di Protezione civile. È necessario pertanto – ha aggiunto – prendere provvedimenti specifici per snellire l’iter burocratico legato alle autorizzazioni delle potature. Non c’è tempo da perdere e tutti gli enti interessati devono dare il proprio contributo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
