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NUORO. Insegnanti elementari, precarie da una vita, dopo aver agguantato nel settembre 2015 il sudato posto fisso, con tanto di contratto a tempo indeterminato, e dopo aver completato anche l’anno di prova previsto dalla legge, rischiavano di perdere il lavoro a causa di un complicato intreccio di norme ministeriali e scelte dell’Ufficio scolastico provinciale. Quest’ultimo, in sostanza, all’inizio dello scorso anno scolastico, aveva deciso di revocare il loro contratto a tempo indeterminato per assegnare il loro posto di lavoro ad altre insegnanti che avevano più punteggio di loro ma erano state inserite nelle graduatorie dopo le due docenti nuoresi e sempre in forza di un ricorso.
Le due ex precarie barbaricine, tuttavia, di fronte a questa evidente ingiustizia non si erano perse d’animo e grazie all’aiuto della Gilda di Nuoro e dell’avvocato Raffaele Soddu, avevano intrapreso una battaglia giudiziaria che proprio negli ultimi giorni ha ottenuto una importante vittoria davanti al Consiglio di Stato. Una vittoria che al di là delle pronunce sul diritto, e dei meandri delle norme, stabilisce, se mai ce ne fosse ancora bisogno, un principio basilare: un contratto a tempo indeterminato non può essere revocato. E non lo può tantomeno se i motivi per i quali lo si vorrebbe revocare sono del tutto inconsistenti.
Sono state, dunque, vere pioniere, in questa battaglia, le due insegnanti elementari nuoresi. Sin dai tempi nei quali, sempre con il sostegno della Gilda con la vicecoordinatrice nazionale Maria Domenica Di Patre, e degli avvocati Raffaele Soddu e Michele Bonetti, tra le prime in Italia avevano avviato una battaglia per ottenere l’inserimento nelle cosiddette “Gae”, ovvero le graduatorie a esaurimento dalle quali si attinge per le immissioni in ruolo. Le due docenti l’avevano spuntata davanti al Consiglio di Stato che infatti, accogliendo il loro ricorso, aveva sospeso il decreto ministeriale del 2015 che impediva ai diplomati magistrali prima del 2001/2002 di essere inserite nelle Gae, le graduatorie a esaurimento. Le due insegnanti vengono poi immesse in ruolo: firmano un contratto a tempo indeterminato, e nel settembre del 2015 cominciano a insegnare in una scuola elementare assaporando il piacere di un posto di lavoro fisso, dopo tanti anni di sudato precariato. Ma i loro guai, evidentemente, non erano finiti. Succede, infatti, che dopo di loro il Consiglio di Stato accoglie altri ricorsi presentati dai diplomati magistrali prima del 2001 che erano stati esclusi dalle graduatorie ad esaurimento. E anche questi ultimi, alla fine, devono essere immessi in ruolo. A questo punto l’ufficio scolastico provinciale di Nuoro decide di revocare il contratto a tempo indeterminato alle due insegnanti nuoresi per dare il loro posto, invece, a chi aveva vinto il ricorso dopo di loro e aveva più punteggio.
Le due docenti, ovviamente, non ci stanno e, assistite dall’avvocato Raffaele Soddu, intentano una nuova battaglia giudiziaria e la spuntano davanti al Consiglio di Stato: e così riottengono il lavoro. Ma non basta ancora: il ministero presenta una ulteriore istanza al Consiglio di Stato, chiedendo chiarimenti. L’avvocato Soddu in udienza presenta una memoria per affermare, in sostanza, che quella richiesta da parte del ministero era solo un tentativo mascherato per chiedere la revoca del contratto di lavoro delle due. Il Consiglio di Stato accoglie la tesi dell’avvocato e boccia il ministero.
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