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Nuoro

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Trenta cittadini contestano la maschera di Donna Zenobia

di Paolo Maurizio Sechi

MACOMER. Si sono firmati con i soprannomi storici di famiglia trenta macomeresi che hanno inviato una lettera al sindaco e all’assessore comunale alla Cultura per manifestare il proprio malcontento...

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MACOMER. Si sono firmati con i soprannomi storici di famiglia trenta macomeresi che hanno inviato una lettera al sindaco e all’assessore comunale alla Cultura per manifestare il proprio malcontento sullo scorretto uso delle tradizioni locali. I firmatari fanno riferimento soprattutto alla maschera “Macomerese” carnevalesca in legno di Donna Zenobia. «È semplicemente vergognoso – scrivono – che una maschera, sbugiardata da vari antropologi che si sono alternati in diverse recenti conferenze, si vuole imporre alla popolazione senza che nessuno intervenga e addirittura la si vuol far conoscere ai bambini delle scuole elementari, figli di immigrati compresi. È risaputo che in tutta la Sardegna non esiste una maschera tradizionale femminile e tanto meno indossata da una donna».

Anche in questo carnevale non mancano quindi le polemiche sulla veridicità della tradizionale maschera locale. Nel 2007 la Pro loco rese pubblico uno studio, basato anche sulla testimonianza di qualche anziano, sul personaggio di Donna Zenobia, sgradevole all’aspetto ma benevola, che faceva la sua prima apparizione a gennaio in occasione dell’accensione di “sa tuva” per Sant’Antonio.

Per molti macomeresi la città non ha mai avuto una maschera tradizionale e il nome Zenobia, in riferimento a una donna dell’Ottocento, veniva usato come termine di paragone per i suoi difetti e stranezze. Ora i firmatari della lettera inviata al sindaco e all’assessore alla Cultura si aspettano che si faccia chiarezza sugli studi e testimonianze della maschera. Secondo diversi anziani e studiosi delle tradizioni locali si usava per carnevale solo “corroggiare”, travestimenti improvvisati con maschere di diverso genere “sos corraggios” o tingendosi il volto di nero con fuliggine.

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