Usi civici, il sindaco: «Nessuna lottizzazione abusiva a Orvile»

Tola risponde al Gruppo di intervento giuridico «Il Comune sta valorizzando le terre civiche usurpate»

POSADA. Replica dell’amministrazione comunale al Gruppo di intervento giuridico, l’associazione ecologista che richiede il recupero delle migliaia di ettari di terreni gravati in Sardegna da uso civico e occupati abusivamente.

Il capo della onlus Stefano Deliperi, tra gli altri comuni sardi aveva citato proprio il caso di Posada e, in particolare, i territori di Orvile e degli stagni Palones. «Un disegno di sdemanializzazione portato avanti in un clima di silenzio politico generale e la mancata promulgazione di provvedimenti di accertamento dei demani civici».

La replica del Comune, a firma del sindaco Roberto Tola, è indirizzata, oltre che al gruppo d’intervento giuridico, al commissario per gli usi civici, alla procura della Repubblica di Cagliari e alla Corte dei conti. Con una dettagliata relazione si spiegano tutti i passaggi che hanno portato alla vendita di Orvile (riacquisito di recente al patrimonio pubblico) e altri terreni.

«A far data dal 1942 Orvile risultava nell’inventario delle terre gravate da uso civico – si legge in una nota firmata dal sindaco – Il 6 maggio 1964, su richiesta dell’amministrazione, arriva il decreto assessoriale n° 4310 che autorizza il Comune ad alienare per fini turistici una serie di terreni gravati da usi civici tra cui San Giovanni e, appunto, Orvile». Continua il sindaco: «Tra il 1964 e il 1968 vengono venduti numerosi lotti edificabili a fini turistici e parte del ricavato viene stornato a favore dei nuovi comuni di Budoni e San Teodoro. Per quanto riguarda il monte e la pineta di Orvile, l’acquirente è l’omonima società che ha sede a Milano, mentre altri terreni vengono posti in vendita all’incanto in seguito a un pignoramento immobiliare da parte del tribunale di Nuoro, su disposizione dello Stato». Come spiega il sindaco, «Orvile passa quindi di mano e solo nel 2013 il Comune ridiventa proprietario, grazie alla permuta con la società Lagare. Per Orvile quindi risulta un atto della Regione del 1964 che ne autorizza la vendita».

«Stando così le cose, non si comprende a cosa si riferisca Stefano Deliperi quando parla di numerosi lotti edificati per decine di migliaia di metri quadri a SosPalones (la zona dello stagno) – si chiede il sindaco – Per rispondere compiutamente si chiede quanto meno una indicazione dei mappali gravati da usi civici per i quali si ritiene che vi sia una occupazione sine titulo».

Secondo l’amministrazione di Posada, quindi, non risulta nessuna lottizzazione abusiva a SosPalones tra la provinciale per La Caletta e gli stagni inserita nel Puc e all’interno del parco regionale di Tepilora. Sul piano di valorizzazione delle terre civiche, infine, il Comune ha approvato nell’agosto del 2015 il piano per la gestione dei terreni comunali di Su Pradu, un provvedimento che ha ottenuto il nulla-osta di Argea.

«Un percorso – spiega il sindaco – che ha rappresentato per l’amministrazione l’inizio di un percorso virtuoso di regolamentazione e di recupero di eventuali terre civiche usurpate».

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