Antenna Vodafone in centro il Comune di Posada la rifiuta
La richiesta riproposta nonostante fosse stata bocciata sia dall’Ufficio tecnico che dall’Ufficio tutela Il sindaco Roberto Tola: «Non autorizzeremo mai un altro ripetitore in quella zona, basta la Rai»
POSADA. Mentre tra l’amministrazione comunale e Rai Way si tratta per spostare il ripetitore alto 35 metri che dalla fine degli anni Sessanta svetta sul centro storico del paese, una compagnia telefonica presenta un progetto per realizzare nello stesso sito un altra antenna ancora più impattante. La Vodafone nei mesi scorsi, ha infatti presentato all’amministrazione comunale la richiesta di realizzare una struttura forse ancora più impattante di quella che il comune vorrebbe invece trasferire in un altro sito. La richiesta è stata per il momento bocciata sia dall’ufficio tecnico del comune che dall’ufficio tutela ma pare che la compagnia non si sia data per vinta ed abbia reiterato la richiesta di installazione.
«Siamo del parere che quell’area che sovrasta il paese deva essere liberata anche dal traliccio della Rai e quindi non autorizzeremo mai un altro ripetitore in quella zona – dice il sindaco Roberto Tola che fa il punto anche sulla vicenda Rai –. La proposta che ci è arrivata è di smontare l’antenna esistente che svetta per 35 metri e costruire una meno impattante con base di un metro e altezza massima di 15 metri». Del traliccio abusivo realizzato si era discusso nei mesi scorsi in assessorato regionale all’Urbanistica e ufficio Tutela a seguito del contenzioso sorto tra comune e proprietario degli impianti che trasmettono il segnale delle emittenti Rai. Lo scopo degli incontri era di trovare una soluzione per ridurre l’impatto visivo che il traliccio crea alla parte antica del paese e soprattutto chiarire il perché la Rai, abbia realizzato quel manufatto senza le autorizzazioni dell’ufficio tutela. Quella parte del paese è infatti interessata dal decreto ministeriale che tutela i beni paesaggistici e ambientali e ogni costruzione, deve quindi ottenere il relativo nulla osta. Agli atti del Comune, non esiste infatti nessuna autorizzazione e il traliccio secondo l’amministrazione comunale, andava rimosso per le notevoli criticità dal punto di vita paesaggistico che non consentono il mantenimento del ripetitore ubicato proprio a ridosso del castello della fava, il monumento che caratterizza la parte vecchia di Posada. Non appena in Comune si sono accorti della mancanza di autorizzazioni, sono partite le richieste di smantellamento ed è iniziata una fitta corrispondenza tra i funzionari Rai, tecnici comunali e ufficio tutela per trovare una soluzione che garantisse comunque di trasmettere il segnale Rai. Varie le soluzioni proposte dallo smontare tutto e ricostruire l’antenna in un sito meno impattante ma capace comunque di non lasciare senza la programmazione Rai migliaia di utenti di Posada, La Caletta e Torpé, al progetto per la realizzazione di un ripetitore meno impattante. Dopo vari incontri, pare che quindi si sia trovato l’accordo per posizionare nello stesso sito un antenna di 15 metri. Una soluzione avversata però dalla minoranza con il consigliere Marcello Costaggiu che chiede ulteriori chiarimenti non condividendo la posizione dei legali della Rai e ventila l’ipotesi di citarla in giudizio per l’assenza dell’autorizzazione paesaggistica. Ora arriva a far discutere arriva anche la richiesta della Telecom che malgrado il primo diniego vorrebbe far svettare un’altra antenna a ridosso del centro storico.
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