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Nuoro

Bolotana

Antichi arredi di villa Piercy donati all’Unione Comuni

di Federico Sedda

BOLOTANA. Una parte dei mobili che un tempo arredavano e rendevano vivi saloni e le stanze di villa Piercy, la residenza di Badde Salighes, sui monti di Bolotana, dell’ingegnere gallese Benjamin...

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BOLOTANA. Una parte dei mobili che un tempo arredavano e rendevano vivi saloni e le stanze di villa Piercy, la residenza di Badde Salighes, sui monti di Bolotana, dell’ingegnere gallese Benjamin Piercy, progettista e costruttore delle ferrovie sarde, ritornerà al luogo d’origine. Quei mobili e, in particolare, la libreria e la scrivania dove Benjamin Piercy custodiva i suoi libri preziosi e scriveva lettere ai potenti di allora, tra i quali Giuseppe Garibaldi e Umberto di Savoia, saranno esposti per sempre nella villa immersa nei boschi. Il tutto grazie alla donazione che la contessa Giorgina Mameli Piercy Giustiniani, ultima erede della famiglia gallese e pronipote di Benjamin, ha deciso di fare all’Unione dei comuni del Marghine, attuale proprietario della villa e del parco di 12 ettari che sta intorno alla struttura ottocentesca. L’operazione è frutto dei continui contatti tra l’amministrazione comunale di Bolotana, l'Unione dei comuni del Marghine e donna Giorgina, che risiede in Veneto nella tenuta dei conti Giustiniani, e, soprattutto, del paziente lavoro fatto negli anni dal consigliere comunale, Mario Bussa, amico personale e collaboratore della contessa e filo conduttore del legame che lega l'erede dei Piercy a Bolotana e a Badde Salighes. A dare la notizia della donazione dei mobili, appositamente restaurati e già custoditi in Sardegna dove sono arrivati dal Veneto, sono stati il sindaco, Francesco Manconi e lo stesso Mario Bussa, che, in una conferenza stampa, hanno illustrato il significato storico e culturale dell'iniziativa anche in prospettiva di una maggiore valorizzazione della villa.

«Dobbiamo ringraziare Giorgina Mameli, anche a nome dell’Unione dei Comuni del Marghine – ha detto il primo cittadino – per la sensibilità e l’affetto che ha dimostrato verso la terra dove ha trascorso la sua giovinezza e con la quale, pur vivendo lontano, continua a mantenere un legame molto forte. Occorre sottolineare – ha aggiunto Manconi – il valore storico che la donazione dei mobili ha per la valorizzazione di villa Piercy che potrebbe diventare, non solo il centro propulsore di uno sviluppo turistico della montagna sempre più ampio, ma anche una sede istituzionale dell’Unione dei comuni o della stessa Regione».

«Oltre ai mobili originali – ha proseguito Mario Bussa – nella villa verranno sistemati anche lettere e documenti autografi che testimoniano l’attività della famiglia Piercy e la corrispondenza con istituzioni, scrittori e poeti, tra i quali Gabriele D'Annunzio». Oltre a costruire le ferrovie della Sardegna, l'ingegnere gallese fondò anche a Padru Mannu, nei pressi di Campeda, una tenuta agricola e un caseificio all'avanguardia per quei tempi. Ora villa Piercy tornerà a raccontare le storie di allora.

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