Lavori in Cattedrale il comitato raccoglie le firme per dire No
All’incontro alla Satta il vescovo ribadisce che l’opera si farà I cittadini proseguono la mobilitazione per fermare tutto
NUORO. Il vescovo Mosè Marcia, dal canto suo, ha difeso il progetto, ha ricordato che si tratta di un’opera necessaria per adeguare la Cattedrale alle norme liturgiche del Concilio Vaticano II, e sul finale del suo intervento ha spiegato anche che il lavoro per realizzare il nuovo altare è necessario e che prima o poi dovrà essere eseguito.
Il popolo dei contrari ha ascoltato le sue parole con attenzione, ma al termine della serata ha deciso in ogni caso di non mollare la presa e di proseguire con la raccolta di firme: l’obiettivo nel breve e medio periodo è quello di riuscire a bloccare l’opera e nel frattempo trovare una proposta alternativa per adeguare la Cattedrale alle norme conciliari, ma attraverso un progetto diverso e considerato più armonico rispetto a quello proposto negli ultimi mesi. È stata una serata ricca di interventi e molto partecipata, dunque, quella che è stata organizzata nell’auditorium della biblioteca Sebastiano Satta dal comitato spontaneo di cittadini che chiede lo stop del progetto-altare nella Cattedrale di Santa Maria della Neve.
Una serata dove, nonostante la diverse posizioni in campo, i toni del dibattito sono stati più che civili e moderati. All’incontro hanno partecipato davvero in tanti: parrocchiani di Santa Maria della Neve, architetti e ingegneri, rappresentanti di diverse associazioni cittadine, insegnanti, storici dell’arte e semplici cittadini in gran parte confluiti in un comitato spontaneo per dire no al nuovo progetto-altare.
Dall’altra parte, invece, il vescovo Mosè Marcia, il progettista dell’opera, Angelo Ziranu, e diversi sacerdoti della diocesi che hanno accompagnato il vescovo all’incontro. Tra loro era presente anche il responsabile dei beni artistici della diocesi, don Sebastiano Corrias. «La Cattedrale di Nuoro rappresenta un pezzo di storia della città – avevano spiegato nei giorni scorsi la responsabile della Pro loco di Nuoro, Lorenza Vacca, e il responsabile dell’associazione culturale “Il mulino”, Antonio Farina – e il nuovo altare, progettato per l'adeguamento liturgico previsto dal Concilio Vaticano II, rischia di deturpare il monumento realizzato negli anni ’30 dell’Ottocento dagli architetti Antonio Cano e Giacomo Galfrè. L'altare con i cubi bianchi di marmo lucente e un trono che non si richiama agli stilemi di un tempio neoclassico creano un’atmosfera surreale».
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