Oloè, ponte sotto sequestro aperto e subito richiuso
Il gip Pusceddu firma il decreto: sbarrato l’accesso 48 ore dopo il via libera Stop anche ai pedoni. La nuova inchiesta: attentato alla sicurezza dei trasporti
NUORO. L’amministratore straordinario della Provincia riapre al traffico il ponte di Oloè, il giudice per le indagini preliminari lo mette sotto sequestro. Mercoledì 15 febbraio l’ordinanza di Costantino Tidu che consentiva il transito delle auto – sia pure a determinate condizioni – sul viadotto della sp 46 Oliena-Dorgali, chiuso all’indomani dell’emergenza neve di gennaio per motivi di sicurezza legati al cedimento di una campata. Venerdì 17, a stretto giro di posta, la decisione del gip Mauro Pusceddu che accoglie la richiesta del sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli e mette sotto sequestro preventivo il ponte. Ieri mattina la chiusura al traffico con la posa delle barriere da parte del Comune di Oliena, disposta dal sindaco Martino Salis, nominato custode del ponte dal gip. Lo stesso sindaco che il 23 gennaio aveva firmato l’ordinanza di chiusura temporanea della strada proprio a causa dello stato del viadotto, vietandone il transito ai pedoni e alle auto.
La morte di Tanzi. Sullo sfondo, una nuova inchiesta sul ponte, condotta appunto dal pm Bocciarelli. Un’inchiesta, per quel poco che si sa ufficialmente, avviata nelle scorse settimane che avrebbe al centro la procedura di agibilità in seguito ai lavori effettuati su incarico dell’Anas dopo il crollo del viadotto, il 18 novembre 2013: crollo nel quale morì l’agente di polizia Luca Tanzi, finito nel vuoto insieme con tre colleghi, tutti a bordo della stessa auto, mentre in piena emergenza alluvione tentavano di mettere in salvo le tante persone in difficoltà. Per la sua morte, il 28 gennaio scorso il giudice per le udienze preliminari Giuseppe Pintori ha disposto 30 rinvii a giudizio. La nuova inchiesta, per il momento a carico di ignoti, vede al momento due ipotesi di reato: attentato alla sicurezza dei trasporti (articolo 432 del codice penale) e delitti colposi di danno (articolo 449).
L’ordinanza di sequestro del ponte è stata eseguita dalla questura di Nuoro, la stessa in cui Luca Tanzi prestava servizio con il ruolo di assistente capo. Tra le motivazioni del provvedimento, «l'ulteriore e progressiva riduzione della sicurezza statica del ponte», così da configurare «una situazione di rischio elevato tale da non consentirne la transitabilità neppure a senso alternato e se pure con traffico limitato a mezzi leggeri».
«Leggero aggravamento». Il senso alternato era stato disposto dal provvedimento di Tidu, insieme con il divieto di transito ad automezzi superiori alle 40 tonnellate (i Tir, in sostanza) e «la minima distanza tra i mezzi di almeno 70 metri» (non è chiaro chi dovesse vigilare su questo aspetto, che probabilmente sarebbe stato ignorato dalla maggior parte degli automobilisti). Il provvedimento della Provincia nasceva da un sopralluogo dei tecnici del Genio civile, che avevano registrato, parole dell’ordinanza, «un leggero aggravamento del degrado già accertato lo scorso anno».
Dopo il crollo del novembre 2013, l’Anas (ente attuatore della ricostruzione post alluvione delle strade, anche di competenza provinciale) aveva affidato i lavori di ricostruzione e consolidamento del ponte all’impresa veneta Sacramati. Il 23 luglio 2014, tre mesi prima del tempo previsto, l'Anas riapriva al traffico la strada provinciale 46. Il presidente dell’ente per le strade, Pietro Ciucci, sosteneva che si era conclusa «la prima fase dei lavori» che avevano comportato «un investimento complessivo di 2,9 milioni di euro». Probabilmente l’inchiesta della magistratura nuorese mira a stabilire, in base a quali certificazioni (sotto osservazione ci sarebbe una verifica tecnica del giugno 2016) la strada sia stata riaperta,visto che una seconda fase dei lavori non è mai stata effettuata. Anche perché, neppure un anno dopo, la Regione sarda stanziava 12 milioni di euro per «demolizione e rifacimento del ponte di Oloè». Salvo, sette mesi dopo, indirizzare altrove quei fondi, destinando solo 600mila euro alla progettazione del nuovo ponte.
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