L’ultimo saluto a “Ciaba” Pretta
Paese in lutto per la morte del vicepresidente della società di calcio
MEANA SARDO. Se n’è andato da combattente contro un male che non perdona. Lui che di carattere era mite, sempre allegro, simpatico. E per questo benvoluto da tutti. Un creativo che si è sempre messo al servizio della comunità e del suo amato gruppo sportivo Meana Sardo di cui era vice presidente. Salvatore Pretta, noto a tutti col nomignolo di Ciaba, ha perduto la sua lotta con il male, che ha combattuto con orgoglio e coraggio fino alla fine. Il suo esempio però vive ancora nei tantissimi amici che lo hanno ricordato in paese e in tutti coloro che hanno inondato i social network di messaggi di stima. A piangere Ciaba c’è tutta Meana per la quale era un autentico beniamino. Sempre presente nei momenti socio aggregativi e nelle feste paesane, immancabile anche nelle riunioni culturali e politiche. Il suo regno era il calcio, a cui si dedicava appassionatamente. Sempre il primo arrivare al campo sportivo, l'ultimo ad andare via, anche per fare gli onori di casa con gli ospiti. Che lo accoglievano con il massimo dei riguardi, quando si recava in trasferta. Sensibile ai diritti, moderava riunioni politiche e dibattiti. Tra i messaggi di cordoglio molto significativi quelli del gruppo sportivo Meana Sardo e del deputato di Sel Michele Piras, con un lungo post nel suo profilo facebook: «Sai Ciaba – ha scritto il parlamentare di Sel – ci dicono che la vita è ingiusta. Ma la morte Salvatore, quella fa davvero schifo. E non riesco ad accettare che ti abbia portato via. Non riesco, anche se so che hai sofferto tanto, anche se la malattia ti aveva consumato. E tu hai combattuto, come un leone, come sempre. Sei stato un compagno e un amico straordinario e ci mancherai e mi mancherai tantissimo».
I funerali si sono tenuti sabato. Assieme a tutti i meanesi, tantissimi amici, giunti da tutta la Sardegna si sono stretti ai genitori e al fratello Maurizio. Dirigenti sportivi, esponenti del mondo politico e della società civile, una folla imponente di amici di tutti i paesi delle Barbagie, Barigadu e del Mandrolisai. Tutti riuniti, in maniera composta, per dare l’ultimo saluto ad una figura positiva, dal grandissimo impegno sociale, sportivo e civile, grande esempio anche per i ragazzi più giovani. (g.m.)
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