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Nuoro

Oniferi, gambizza il rivale in amore: è tentato omicidio

di Valeria Gianoglio
Oniferi, gambizza il rivale in amore: è tentato omicidio

La procura di Nuoro aggrava il reato contestato al 20enne di Gavoi. Operato il giovane ferito, di Illorai: se la caverà con trenta giorni di cure

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NUORO. Un proiettile estratto durante un intervento chirurgico all’ospedale San Francesco, l’altro, invece, rimasto conficcato nella gamba. E per ora, hanno stabilito gli esperti, è meglio non rimuoverlo perché il rischio di fare danni è ancora troppo elevato. Dopo una notte trascorsa sotto i ferri, Elia Muredda, il giovane di Illorai colpito alle gambe da due colpi di pistola all’alba di domenica a Oniferi, cerca faticosamente di tornare alla normalità. Ma è ancora troppo fresco, nella sua mente, il ricordo di quella festa organizzata dalla leva dei giovani di Oniferi e finita poi con un suo conoscente che lo invita a stare lontano da una ragazza, i colpi di pistola, la sua gamba sanguinante, gli amici che cercavano di bloccargli l’emorragia, e poi la corsa forsennata fino al Pronto soccorso dell’ospedale di Nuoro. I medici del San Francesco hanno stabilito che guarirà con trenta giorni di cure, ma oltre a quelle fisiche, Elia Muredda dovrà fare i conti anche con quelle mentali.

L’avvocato. Il suo aggressore, il giovane che intorno alle 6 di domenica scorsa si è presentato davanti al garage trasformato in discoteca dai ragazzi di Oniferi, il gavoese Simone Marchi, sino a ieri sera non aveva ancora avuto occasione di incontrare il suo avvocato, Nanni Porcu. «Non abbiamo ancora avuto accesso agli atti, – spiega il legale, sentito al telefono ieri sera – né abbiamo avuto notizia di una richiesta di fissazione dell’udienza di convalida. Non ho ancora avuto occasione di parlare con il mio assistito, poi valuteremo il da farsi».

“Tentato omicidio”. Stando a quanto comunicato agli investigatori, invece, l’udienza di convalida per l’arresto in flagranza di Marchi, fatto dagli uomini delle Volanti guidati da Samuele Cabizzosu e della squadra mobile, si terrà questa mattina. Le 48 ore per chiedere la fissazione dell’udienza di convalida scadono oggi. Sinora, l’atteggiamento di Marchi con gli inquirenti è stato di grande collaborazione: domenica sera, raggiunto dagli uomini della Volante e della squadra mobile, ha ammesso di aver sparato e ha indicato agli agenti anche il luogo dove aveva nascosto la pistola dopo averla utilizzata a Oniferi: era nelle campagne di Sa Itria. Ieri sera, tuttavia, alla luce di alcune testimonianze e particolari raccolti dalla polizia, il sostituto procuratore Tommaso Giovannetti ha ritenuto di contestargli il concorso in tentato omicidio, e non più quello di lesioni gravi.

Il mistero della pistola. La polizia ieri stava inoltre cercando di capire a chi appartenesse l’arma comparsa a Oniferi e se era stata utilizzata per qualche altra vicenda criminale: si tratta di una semiautomatica calibro 7,65 e ha la matricola in buona parte cancellata. Ma oltre al mistero della pistola, gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Tommaso Giovannetti, devono anche chiarire qualche altro aspetto della sparatoria avvenuta all’alba di domenica a Oniferi. Le versioni che sono state fornite dai giovani presenti nel piazzale davanti al garage-discoteca, infatti, non collimano in alcuni punti sui quali tuttavia gli inquirenti mantengono il riserbo.

La ragazza contesa. L’unico dato certo, per ora, rimane il movente passionale. Nuovi particolari e altre testimonianze, infatti, hanno confermato che Elia Muredda e Simone Marchi si conoscevano bene, quantomeno di nome, perché entrambi sono stati fidanzati con la stessa giovane, ovviamente in momenti diversi. E proprio la ragazza e il loro rapporto con essa è stata all’origine della lite violenta culminata nei tre colpi di pistola, due dei quali hanno centrato Muredda alle gambe. Ma a quanto pare, il rapporto con la giovane, non era l’unico motivo di attrito tra Muredda e Marchi: questo, almeno, sarebbe emerso da alcune testimonianze. La polizia sta cercando di scavare proprio in questa direzione.

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