Un sospetto caso di “blue tongue” nell’agro di Siniscola
SINISCOLA. Un sospetto caso di febbre catarrale degli ovini, comunemente conosciuto come blue tongue, è stato segnalato nei giorni scorsi dalla Asl n.3 nel territorio di Siniscola, precisamente nell'a...
SINISCOLA. Un sospetto caso di febbre catarrale degli ovini, comunemente conosciuto come blue tongue, è stato segnalato nei giorni scorsi dalla Asl n.3 nel territorio di Siniscola, precisamente nell'agro di Berchida. La segnalazione dei medici veterinari riguarda un presunto focolaio in un allevamento di un privato di caprini per i quali sono state rese pubbliche tutta una serie di disposizioni, visionabili sul sito istituzionale del comune di Siniscola, alle quali il proprietario deve attenersi nello specifico. La malattia, infettiva ma non contagiosa, che colpisce i ruminanti, è trasmissibile attraverso insetti vettori e si manifesta «in forma grave negli ovini, con sintomi caratterizzati da infiammazione, congestione, edema a carico della regione della testa, emorragie ed ulcere delle mucose» così come riportato dai centri zooprofilattici specializzati. Tra le disposizioni che vengono impartire ai proprietari di capi infetti rientra cosi anche «l'obbligo di censire, in collaborazione con il servizio veterinario della Asl, i luoghi che possono favorire la sopravvivenza del vettore o che possono contenerlo e in particolare dei siti propizi alla sua riproduzione». La disposizione prevede anche dei divieti tra i quali, oltre al trasporto dei capi senza una specifica autorizzazione del veterinario ufficiale, anche «trasportare fuori dall’azienda foraggi, attrezzi, letame, e altre materie ed oggetti, atti alla propagazione della malattia», pena le sanzioni che possono variare con una forbice compresa tra 500 e 9mila euro.
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