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I sindacati: «Arru ci deve ascoltare»

I sindacati: «Arru ci deve ascoltare»

«Siamo pronti a rivolgerci anche al ministro: vogliamo un tavolo di trattativa»

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NUORO. «Non ci fermeremo, questo è solo l’inizio, se l’assessore regionale Arru non ci convocherà a un tavolo di trattativa con tutti i sindacati, cercheremo un contatto direttamente con il ministro». Va dritta al punto, la rappresentante dell’Rsu, Annarita Ginesu.

«Il diritto all’assistenza, in queste condizioni e con questi organici non è garantito – continua – un anno fa eravamo dal prefetto per raccontare la situazione dei vari reparti e purtroppo dopo un anno non è ancora cambiato nulla. Nei giorni scorsi mi ha chiamato il nuovo direttore generale Fulvio Moirano ma non sono andata, perché noi vogliamo un tavolo con tutti i sindacati. Chiediamo lo sblocco delle assunzioni».

«Abbiamo letto sui giornali dell’annuncio dell’assessore Arru dello sblocco del turn-over – spiega il rappresentante sindacale della Cisl, Giorgio Mustaro – ma finora non abbiamo ancora visto nulla, di questo sblocco. Per questo oggi siamo qui. Quello di oggi è solo l’inizio della battaglia, dobbiamo tenerla alta, non dobbiamo mollare la presa e la mobilitazione, fino a quando non vedremo la convocazione di un tavolo di confronto».

«Lo sblocco del turn over tanto sbandierato non risulta neanche in agenda – ribadisce Sandro Fronteddu, della Cgil – è stato annunciato sulla stampa ma poi non risulta dagli atti e invece noi lo chiediamo con forza».

«Da noi a Sorgono stanno smantellando tutto – racconta, dal canto suo, Dino Contu, dell’Rsu-Cisl – in radiologia non si fanno più le mammografie, e giusto per fare un altro esempio il centro di salute mentale ora ha solo un medico, e il sostituto arriva due o tre volte alla settimana da Macomer. E deve assistere 800 pazienti più gli ambulatori di Fonni». «Ad Arru e a Moirano – spiega il rappresentante provinciale del Nursind, Mauro Pintore – chiediamo da tempo un incontro per discutere del caso Nuoro e di tutto quello che stiamo denunciando da mesi e mesi. Tutti i reparti sono sotto i livelli minimi assistenziali. E diverse decine di contratti scadono alla fine di marzo, altri sessanta mancano già all’ospedale San Francesco. La situazione, insomma, è davvero critica». «Non accettiamo tagli e risparmi su questi servizi – spiega Antonio Fois, rappresentante regionale della Cgil- Funzione pubblica – non si può aspettare un anno per poter fare una Tac. Vadano piuttosto a guardare i veri sprechi e se fanno i risparmi li impieghino per i lavoratori. E prima di tutto riattivino le assunzioni, perché così non si può andare avanti». (v.g.)

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