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Nuoro

Baby-gang per la rapina in profumeria

Baby-gang per la rapina in profumeria

La polizia ha identificato gli autori del colpo: la capobanda ha 16 anni, con lei un tredicenne e un quindicenne

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NUORO. Sono tre minorenni di 13, 15 e 16 anni i componenti della banda che ha messo a segno la rapina nella profumeria “Linea bellezza” di via Veneto. Gli agenti della squadra volante, al comando del dirigente Samuele Cabizzosu, insieme a quelli della squadra mobile, coordinati dal commissario Michele Chessa, in meno di 24 ore sono riusciti a risalire agli autori della rapina che aveva creato non poca preoccupazione in città. I tre ragazzini, che sono stati denunciati a piede libero alla Procura dei minorenni di Sassari, hanno fatto recuperare parte della refurtiva, la tuta da imbianchino, il passamontagna e il coltello utilizzati per il colpo. Spaventatissimi, soprattutto i due più giovani, mentre la sedicenne avrebbe fatto la “dura”, hanno manifestato apertamente il loro pentimento e si sarebbero dichiarati pronti a restituire l’intera refurtiva.

I tre sono tutti studenti, uno frequenta addirittura la scuola media. La capobanda, quella ragazza che è entrata nella profumeria di via Veneto con un passamontagna di lana nero calato sul viso e armata di coltello e si è fatta consegnare i soldi, ha 16 anni. I due complici avevano invece fatto il sopralluogo nella profumeria e dato le indicazioni alla capobanda. Le loro mosse sono state registrate dai numerosi impianti di video sorveglianza della zona e gli investigatori non hanno fatto altro che ripercorrere a ritroso i movimenti dei tre rapinatori. Nelle immagini si vedono i tre ragazzi mentre preparano per il colpo:uno di loro porge il coltello alla ragazza impegnata a indossare sopra i suoi vestiti la tuta da imbianchino e un passamontagna. A quel punto, lei si nasconde e i due mini-complici fanno il sopralluogo all’interno dell'attività commerciale con la scusa di acquistare un deodorante e quando escono fanno un cenno alla ragazza. Che si precipita dentro il negozio, con passo deciso si dirige verso la cassa, minaccia la commessa con il coltello e si fa dare tutti i soldi. Poi la fuga.

Una volta allontanatisi dalla profumeria, i tre si sono spartiti il bottino: 100 euro a testa ai due minorenni mentre gli altri quasi 300 euro li ha tenuti la ragazza. Hanno gettato via passamontagna, tuta e coltello e sono tornati indietro per assistere alla indagini degli agenti della squadra volante. E la loro presenza è stata ancora una volta immortalata dalla telecamere. Così, la fuga è stata di breve durata.

«Erano circa le 18.15 quando è entrata nel negozio una persona con una tuta da imbianchino e un passamontagna – ha raccontato Elisa, la commessa della profumeria aggredita e ferita nel corso della rapina in via Veneto –. Era una ragazza: per la voce e per l’evidente rigonfiamento del seno che si intravedeva dalla tuta. Stavo facendo lo scontrino all’ultima cliente e quando ho visto la ragazza in tuta mi sono messa a ridere pensando a uno scherzo di qualche amica – ha continuato tutto d’un fiato –. Ma quando mi sono avvicinata chiedendole chi fosse, toccandole il passamontagna, ha tirato fuori dalla manica un grande coltello da cucina con il manico rosso e me l’ha puntato sotto le costole. Facendo pressione e provocandomi anche una piccola ferita – ha sottolineato rammaricata la commessa con la voce ancora tremante –. Poi, mi ha ordinato con tono minaccioso di consegnarle l’incasso. In quell’istante ho capito che non si trattava di uno scherzo di carnevale e tantomeno di una amica in maschera. In preda al panico ho cercato di aprire la cassa e lei nel frattempo si è rivolta contro la cliente intimandole di stare zitta e di fare quello che diceva altrimenti sarebbero stati guai – ha aggiunto Elisa, ancora molto spaventata –. Ho impiegato un po’ a consegnarle i soldi e l’attesa l’ha innervosita tancto che ha girato il coltello sbattendo il manico sul bancone di vetro, , danneggiandolo. Poi mi ha intimato di fare in fretta. Era molto agitata e la mano che impugnava il coltello tremava. Quando sono riuscita ad aprire la cassa le ho consegnato i soldi, circa 500 euro, sistemandoli dentro il suo astuccio bianco. Poi è scappata come un fulmine».

Carabinieri e polizia sono arrivati quasi subito, anche perchè un ragazzo che era fuori dal negozio si era accorto della rapina e aveva dato l’allarme. «È stata un’esperienza terribile che non dimenticherò facilmente – ha concluso la commessa – ma sono contenta perché tutto è finito per il meglio, senza conseguenze». (s.v.)

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