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Nuoro

Il degrado dell’ostello: sprecato 1 milione di euro

Il degrado dell’ostello: sprecato 1 milione di euro

Finanziato dalla Regione, ogni posto letto è costato ai contribuenti 40mila euro Il consigliere Saiu: «Una vergogna. È stato speso un patrimonio e non aprirà mai»

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NUORO. Ci sono voluti 15 anni per costruirlo e un fiume di denaro pubblico, più di un milione di euro. L’ostello della gioventù, sull’Ortobene, a Farcana, è una delle grandi incompiute di Nuoro: la struttura, dopo essere stata completata, nel 2004, non è mai stata aperta. Affidata due volte in gestione, non è mai entrata in funzione. «Un esempio vergognoso di spreco di denaro pubblico, di intoppi burocratici, di inspiegabili ritardi e misteriosi contrattempi – denuncia il consigliere Pierluigi Saiu – È una vergogna che dopo 27 anni quella struttura sia ancora chiusa». Per questo Saiu ha scritto una lettera al presidente della commissione Lavori pubblici per chiedere un sopralluogo della commissione insieme al dirigente responsabile. La visita ci sarà nei prossimi giorni.

La storia dell’ostello parte da lontano. C’erano ancora le lire quando prese il via il progetto di Farcana. L’obiettivo era far diventare l’Ortobene una meta turistica in grado di attirare gli amanti del turismo ambientale. Nel 1990 la Regione affida l’incarico di progettazione per la realizzazione di un ostello della gioventù, a Farcana, e stanzia 2 miliardi di vecchie lire. Tra riprese e interruzioni l’opera viene conclusa nel 2004, addirittura 14 anni dopo. Da questo momento inizia un iter tormentato. «Dopo la conclusione dei lavori ci si rende conto che l’ostello non può ospitare 50 persone come previsto e il numero scende a 25. La struttura, infatti, non ha i requisiti per 50 posti letto – spiega Pierluigi Saiu – A conti fatti, se consideriamo che l’opera è costata circa un milione di euro, ogni posto letto è costato ai contribuenti 40mila euro. Roba da hotel di lusso, altro che ostello».

Nel 2005 viene fatta la gara per assegnare la struttura e c’è l’aggiudicazione provvisoria. Quella definitiva arriva nel 2012, sette anni dopo, ma le cooperative che avevano vinto il bando si ritirano. Così nel 2013 la struttura viene di nuovo messa a bando e aggiudicata l’anno successivo alla cooperativa nuorese Alternatura. «Il canone è di 8mila euro l’anno per 20 anni e dovrà essere corrisposto con interventi alla struttura e con l’acquisto di arredi e attrezzature da aggiungersi a quelli esistenti. In altre parole, chi ha ottenuto la gestione della struttura dovrà eseguire lavori per 166mila euro». E qui per la cooperativa Alternatura cominciano i dolori. «Siamo molto preoccupati – fanno sapere i soci – Non sappiamo quando potremo aprire l’ostello. La struttura, infatti, non è collegata alla rete idrica. In pratica non c’è acqua. C’è un problema con l’Enel relativo alle pompe elettriche del serbatoio che devono fornire acqua all’ostello. Ma l’amministrazione comunale non è ancora riuscita a risolvere il problema». Intanto la cooperativa tra qualche mese fa dovrà iniziare a pagare la rate del prestito che ha chiesto per rendere agibile l’ostello e far partire l’attività. «Ci siamo messi in un bel pasticcio – confidano i soci della coop – L’ostello è ancora chiuso e intanto dobbiamo cominciare a pagare i debiti». La struttura, in tutti questi anni, è stata abbandonata al suo destino, tra degrado e atti di vandalismo. «L’installazione delle telecamere di sorveglianza sarà la prima cosa che faremo – annuncia la cooperativa – così i vandali non potranno più entrare e fare razzia degli arredi». Per il consigliere Saiu «è una vergogna che dopo 27 anni quella struttura sia ancora chiusa. È incredibile che il sindaco Andrea Soddu parli di palestra della felicità e albergo diffuso al Monte e poi l’ostello sia ancora così – protesta – Soddu vorrebbe rilanciare l’Ortobene e farlo competere con le Dolomiti. Prima di sognare le Dolomiti sarebbe meglio aprire l’ostello, collegare le fogne e prendersi cura del Monte». (g.z.)

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