La Nuova Sardegna

Nuoro

Flavio Careddu, un canto da Posada

di Sergio Secci
Flavio Careddu, un canto da Posada

Scrittore umoristico e ora anche autore di canzoni dello Zecchino d’oro

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POSADA. Non sul palco perché ha passato da tempo l’età per partecipare alla gara canora, ma quest’anno ci sarà anche un posadino allo Zecchino d’oro. Flavio Careddu, originario del centro baroniese, è il coautore di una delle canzoni finaliste. «Sono felicissimo – dice –. Quello di arrivare alla finale dello Zecchino era un sogno che inseguivo da tempo e incredibilmente ce l’ho fatta proprio nell’anno speciale della 60ª edizione» dice Flavio che lavora come collaboratore amministrativo all’Ats di Brescia (es Asl) e si diletta a scrivere. Due le pubblicazioni, “Uomo allo stato bradipo”, storia autobiografica, in chiave ironica e leggera di un 46enne affetto da sclerosi multipla e “Tutti i sonetti di Caredduccio da Nugoro” finalista del premio nazionale di letteratura umoristica Umberto Domina. Careddu ha coronato uno dei suoi sogni, partecipare al festival dell’Antoniano. «Si tratta di un testo che ho inviato a Carmine Spera, un nome importante dello Zecchino, abbiamo poi lavorato a lungo, anche con l’aiuto di due ragazzi bergamaschi (Herbert Bussini e Valerio Baggio) autori di “Cavoli a merenda” arrivata seconda due anni fa e che Spera, ha coinvolto per migliorare la bozza. La cosa bella è che abbiamo lavorato per e-mail e telefono – spiega Flavio – e per uno che come me ha problemi di deambulazione è il massimo».

Possiamo dire qualcosa della canzone? «Soltanto che è un testo leggero e divertente e che nella mia idea di canzone perfetta dello Zecchino d’oro, non voleva avere troppi intenti pedagogici, solo una canzone carina da cantare. Poi, se qualcuno vuole tirar fuori insegnamenti, ne contiene anche, basta cercarli» spiega Flavio che pur abitando a Brescia non ha perso i contatti con Posada dove torna ogni estate a trovare i genitori Gennaro e Iva e i tanti parenti. «Mi sono emozionato – dice l’autore – quando ho sentito per la prima volta la “demo” della canzone pronta da inviare al concorso, cantata da una bravissima bimba di quattro anni». «La cosa bella per me e anche per tanti altri autori con cui sono in contatto è esserci e partecipare» dice con un pizzico di modestia Flavio Careddu. «Io ho gia vinto, sono arrivato alla finale di uno Zecchino d’oro, era uno degli obiettivi a cui tenevo di più. Ci stavo lavorando dal 2011 quando ho inviato senza successo il primo brano». Come funziona la selezione? «Per partecipare bisogna inviare entro gennaio una proposta di canzone molto semplice spiega “senza ritmi, batteria o arrangiamenti, solo voce e piano e chitarra. Poi viene fatta una scelta, vi assicuro del tutto trasparente. Dopodiché, c’è la valutazione dei bambini che segue un percorso parallelo sul web e sul territorio. Le canzoni sono lavorate dall’Antoniano e a breve saremo convocati a Bologna per concordare i prossimi appuntamenti». Questo sarà un anno speciale per i sessant’anni dello Zecchino: davanti al teleschermo, ci sarà tutta Posada a tifare per il suo compaesano.

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