Rapine e droga: finisce in manette un altro pregiudicato di Orgosolo
La Squadra mobile ha arrestato ieri Sebastiano Puddu, 27 anni, l’ultimo componente della banda Secondo l’accusa avrebbe partecipato agli assalti al furgone dei Monopoli di Stato dal 2013 al 2016
NUORO. Ieri la Squadra mobile di Nuoro ha arrestato anche l’ultimo componente della banda criminale specializzata in furti, rapine e traffico di droga, in azione tra Nuoro, Orgosolo e Mamoiada. Una banda spregiudicata che utilizzava come pusher anche bambini di appena 13 anni. Sebastiano Puddu, noto pregiudicato orgolese, 27 anni, giovedì mattina era riuscito a sfuggire al blitz della polizia che ha portato in carcere i suoi compaesani Francesco Miscera, 25 anni, Gavino Carta, di 22, Pasquale Buffa, di 25 e il mamoiadino Simune Musina, di 22. Il nuorese Franco Porcheri, 49 anni, invece si trova ai domiciliari.
Sebastiano Puddu, residente a Nuoro, giovedì si era reso irreperibile. Ma ieri, assistito dal suo legale, si è presentato in Questura è si è costituito. Ora si trova nel carcere di Badu ’e Carros, insieme a suoi complici. Lunedì saranno tutti sentiti dal giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia.
Il gip del tribunale di Nuoro Mauro Pusceddu, che ha firmato l’ordinanza cautelare su richiesta del pm Andrea Vacca, contesta a Puddu il furto, la detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, la simulazione di reato e il concorso nel reato di peculato commesso da Franco Porcheri, l’autista del furgone dei Monopoli di Stato rapinato per ben tre volte ad Orgosolo, nel 2013, poi nel 2015, infine nel 2016. Anche Sebastiano Puddu, secondo l’accusa, avrebbe partecipato a quegli assalti. Le indagini del commissariato di Orgosolo partono in seguito alla rapina avvenuta nel 2015, quando tre uomini armati e travisati assaltano il furgone dei tabacchi guidato da Franco Porcheri. Il bottino: sei casse di sigarette, 10mila euro circa. Gli investigatori si insospettiscono perché anche quella volta, come nel 2013, alla guida del furgone c’è sempre Porcheri. Iniziano quindi a pedinarlo. Ci mettono poco a scoprire anche gli altri componenti della banda: Sebastiano Puddu, il cugino Antonello Marini e Gavino Carta. Nelle intercettazioni ascoltano Puddu vantarsi della sua amicizia con Porcheri, «una persona fidata, appassionata di biliardino». A quel punto si tratta solo di aspettare la prossima mossa della banda. Che arriva puntule il 10 maggio del 2016 quando viene simulato un assalto al furgone sulla strada Nuoro Orgosolo. Anche in quel caso, per la terza volta, alla guida del furgone c’è Franco Porcheri. I malviventi bloccano il furgone con una Suzuky ferma in mezzo alla corsia. Poi costringono Porcheri a deviare sulla provinciale per Mamoiada. Qui lo costringono a scendere dal furgone e lo immobilizzano con le fascette da elettricista. I suoi compari scappano con 8 casse di sigarette:16mila euro il valore. Gli agenti del commissariato di Orgosolo, guidati dal dirigente Giampiero Putzu, trovano Porcheri legato e sotto choc ma non ci mettono molto a capire che è tutta una messinscena. (g.z.)
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