Torneo di morra a Torino tra emigrati
SILANUS. Una sfida di morra tra paesi sardi per conquistare il primato del gioco tradizionale molto popolare in Italia che nell’isola assume una particolare connotazione. La gara però non si svolgerà...
SILANUS. Una sfida di morra tra paesi sardi per conquistare il primato del gioco tradizionale molto popolare in Italia che nell’isola assume una particolare connotazione. La gara però non si svolgerà in Sardegna, ma a Torino e metterà a confronto una ventina di paesi sardi che a colpi di battoro, otto ottanta e murra bella si contenderanno il primato sotto la Mole. La sfida, che si terrà oggi, vedrà impegnati a Torino “sos murradores” isolani. Gli emigrati in terra piemontese hanno infatti organizzato un appassionante torneo di morra aperto alla partecipazione di tutti, non solo emigrati ma chiunque voglia partecipare e, naturalmente, sappia giocare alla morra.
In pochi giorni sono arrivate numerose adesioni che non lasciano dubbi sulla riuscita di un’iniziativa così originale, non tanto per la gara in sè, quanto per il fatto che non si svolge durante una sagra campestre della Sardegna o per iniziativa di qualche comitato, ma a Torino. L’iniziativa è stata promossa e organizzata con grande impegno dall’attivissimo circolo “Kintales”, la cui sede è situata in via Musinè nel quartiere di San Donato. Per il momento a gareggiare saranno i rappresentanti dei comuni sardi provenienti da Silanus, Oliena, Mandas, Ollolai, Lula, Lodè, Siniscola le cui coppie hanno già effettuato l’iscrizione. Ma il numero dei partecipanti è destinato ad aumentare e alla fine si prevede che i comuni aderenti alla gara saranno almeno una ventina.
In palio ci sono diversi premi da assegnare ai primi quattro classificati. Il regolamento prevede gli abbinamenti a sorteggio. Verranno disputate due partite, al meglio dei 16 punti. In caso di una vittoria a testa si giocherà sa bella (lo spareggio). Si gioca a eliminazione diretta della coppia sconfitta. La giornata prevede anche un momento conviviale (cena per tutti) e in chiusura balli e canti a tenore e a chitarra. «Un momento di aggregazione tra sardi che intendiamo proporre anche in futuro – ha detto Bachis Antoni Cosssu, uno dei soci del circolo Kintales –, un modo per stare insieme e trascorrere una giornata a contatto con le nostre tradizioni che portiamo sempre nel cuore».
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