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Nuoro

«Serve un’agenzia per le Zone interne»

«Serve un’agenzia per le Zone interne»

Il presidente Roberto Bornioli: siamo il Mezzogiorno della Sardegna, occorrono politiche mirate e una presenza quotidiana

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NUORO. Le Zone interne sono il Mezzogiorno della Sardegna, con gli stessi problemi e la necessità di politiche mirate. Parole di Roberto Bornioli, presidente della Confindustria Sardegna Centrale, che in vista dell’assemblea annuale rilancia un tema caro agli industriali nuoresi: serve, se non un assessorato vero e proprio, un’agenzia che si occupi quotidianamente di questo territorio e studi soluzioni per i suoi problemi.

Il dipartimento. Un nuovo ente? No, ribatte Bornioli, andrebbe bene anche un dipartimento. «È necessaria però– dice – una struttura operativa dotata di competenze tecniche e risorse finanziarie proprie, che abbia funzioni di direzione, coordinamento e monitoraggio; una regia unica che si dedichi a tempo pieno e con continuità alle politiche di sviluppo dei territori dell’interno e ad azioni di contrasto allo spopolamento». L’agenzia per le Zone interne è la prima delle sei proposte formulate dall’associazione industriali, presentate ieri dal direttivo al completo nella sede di via Veneto. Di seguito le altre priorità individuate.

Sostegno alle imprese. Per fermare l’emorragia di imprese e sostenere la nascita di nuove aziende, la Regione deve impegnarsi affinché il Governo conceda la fiscalità di vantaggio a Nuorese e Ogliastra sul modello del Piano Sulcis: esenzione da imposte sui redditi e da Irap al 100% per cinque anni ed esonero del versamento contributi sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti al 100% per 5 anni e poi a scalare fino al quattodircesimo anno. «È stato fatto per il Piano Sulcis con uno stanziamento di 125 milioni di euro, su un totale di 620 milioni erogati», dice Bornioli, che chiede un provvedimento simile per Nuorese e Ogliastra.

Infrastrutture. «È un settore fortemente critico e carente». La protesta è confermata dagli indicatori statistici che posizionano le province di Nuoro e Ogliastra agli ultimi posti in Italia per dotazione infrastrutturale. «Se l’indice nazionale vale 100, quello sardo vale la metà, ma nel Nuorese scende a 20. Questo pesa come un macigno sulla competitività delle imprese, ma anche su tutta la popolazione», dice Bornioli, che denuncia: il Nuorese e l’Ogliastra restano le uniche province in Italia a non essere attraversate dalla rete ferroviaria ordinaria. Il catalogo della carenze spazia infine dalla banda larga allo stato delle strade.

Decentramento. È un altro cavallo di battaglia della Confindustria nuorese, che chiede da tempo di avere nel territorio la sede di un assessorato, per esempio quello all’Ambiente, che lavori in sinergia con la scuola forestale che dovrà sorgere in città. L’altra richiesta riguarda il decentramento a Nuoro della sede del Corpo forestale. «È poi necessario – dice ancora il portavoce degli industriali – salvaguardare la presenza dei presidi pubblici, in particolare le scuole e la rete ospedaliera. Tra questi occorre tutelare la presenza a Nuoro della Camera di commercio, ente strategico che gestisce progetti che hanno un forte impatto economico sulle zone interne del Nuorese e dell’Ogliastra». Il riferimento è rivolto ad Autunno in Barbagia o alle potenzialità del Distretto culturale.

Ambiente. «Chiediamo la costituzione nel Gennargentu di un’area di interesse ambientale e naturalistico». L’obiettivo è valorizzare le risorse ambientali a fini turistici e produttivi, attivare sinergie tra operatori pubblici e privati; ancora, attivare marchi del territorio per promuovere le imprese e valorizzare le produzioni locali.

Cultura e istruzione. Con i musei Man, Ciusa, Isre, Grazia Deledda, per restare alla cerchia cittadina, il polo museale è già una realtà. Poi c’è il “Nivola” a Orani, i festival musicali e letterari, la biblioteca Satta. «Tutte iniziative strategiche per le attività turistiche e produttive e per il futuro delle giovani generazioni», dice Bornioli, che però lamenta, di anno in anno, tagli e ritardi nell’erogazione delle risorse che mettono a rischio l’occupazione e le attività, non consentendo un’adeguata programmazione.

Infine, il Piano di rilancio del Nuorese. «A due anni e mezzo dal via siamo ancora all’esame dei progetti», chiosa amaro Bornioli. (p.me.)

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