Inutilizzati 55 lotti della zona di Tossilo Non si può costruire
Macomer, non sfruttabile la “grande vetrina” sulla 131 Una linea ad alta tensione impedisce ogni attività
MACOMER. Mentre le industrie chiudevano è nato un deserto urbanizzato per dare spazi ai nuovi insediamenti industriali. La realizzazione delle infrastrutture nell’ampliamento a nord e a sud della zona industriale di Tossilo è costata 3,9 milioni di euro stanziati da Cipe nel 2007.
Lotti senza industrie. Tossilo è un’area industriale con sempre meno industrie e tanti lotti da assegnare, che però nessuno chiede. Con l’ampliamento avviato nel decennio scorso, ne sono stati urbanizzati 80, di cui 34 divisibili per due in modo da poter essere assegnati a piccole attività artigianali. Altri 55 lotti si affacciano sulla 131 sul lato sud in territorio di Borore, però c’è un problema: non possono essere utilizzati.
La vetrina sulla 131. Quella che doveva diventare una grande vetrina sul principale asse viario dell’isola in un punto nel quale passa mezza Sardegna negli spostamenti tra il nord e il sud, rimarrà a luci spente perché non ci saranno vetrine. Sul lato sinistro della ss. 131 per chi viaggia in direzione di Cagliari, infatti, non si possono assegnare i lotti urbanizzati perché non si può costruire.
Un traliccio blocca tutto. Se ne potrebbero assegnare pochissimi, ma resterebbero isolati. La fascia urbanizzata lungo la ss. 131 è attraversata da una linea ad alta tensione che impone una fascia di rispetto. Si potrebbe spostare il traliccio, ma il costo è proibitivo. Per trasferire pali e fili serve più di un milione di euro. È così 55 lotti che avrebbero potuto suscitare interesse di importanti aziende commerciali restano congelati. Da poco una delibera del consiglio comunale di Macomer ha modificato il Puc aprendo la zona industriale alle attività commerciali, ma le aree più appetibili per le aziende del commercio non possono essere utilizzate.
Zir commissariata. La gestione della zona industriale di Tossilo è in mano al Consorzio Zir in liquidazione dal 2008. Prima o poi verrà chiuso. Il tentativo di ricostituirlo fatto dai comuni di Macomer e Borore non ha ricevuto risposta. Il timore è che finisca sotto la campana gestionale dell’area della Sardegna centrale, alla quale fa capo anche Ottana. Finora si è retto con risorse proprie, ma il futuro non è roseo. Intanto gestisce l’esistente: l’inceneritore in fase di revamping e il depuratore che potrebbe passare ad Abbanoa, che sono le più importanti voci di entrata, i lotti urbanizzati che nessuno compra e i servizi alle imprese che la crisi non ha cancellato.
Pronti per il futuro. L’assessore alle attività produttive del comune di Macomer, Rossana Ledda, ritiene che la disponibilità di aree industriali non sia uno spreco, ma una ricchezza che può tornare utile quando si riuscirà a superare la china della crisi alla quale Macomer ha pagato un prezzo altissimo. «Tutto ciò che serve per facilitare l’insediamento di nuove attività è valido – dice –. L’importante è che i lotti siano pronti per essere ceduti quando qualche azienda si affaccerà da noi. Gli ultimi investimenti su Tossilo fanno sperare. La centralità di Macomer è una carta fondamentale della ripresa. Logistica e altre attività ci guardano con interesse. Non dimentichiamo che Tossilo è al centro della dorsale Sassari-Olbia e con la realizzazione della nuova Sassari-Olbia sarà un punto dal quale si potrà raggiungere con facilità e minor tempo qualsiasi località dell’isola e tutti gli scali portuali ed aerei. Avere un buon numero di lotti urbanizzati significa essere pronti a cogliere le opportunità». L’ampliamento di Tossilo è stato programmato negli anni Novanta, ma si è iniziato a realizzarlo nel 2008. La crisi che ha chiuso molte aziende, a partire dalle più grandi, lo fa sembrare inutile.
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